Dieta Detox

La dieta disintossicante ci aiuta a eliminare le scorie accumulate durante gli sgarri estivi e a rimetterci in forma per affrontare la routine.

Articolo a cura di http://ift.tt/2bOogAJ   Diritti Leila Khan

detox

Finita l’estate si torna alla routine, ed è quindi necessario rimettersi in forma per affrontare le sfide quotidiane. La chiave per aiutare il nostro organismo a riprendersi, perdendo peso e recuperando energie, è una dieta disintossicante. In questo processo il sistema linfatico è fondamentale, perché porta il nutrimento alle cellule e elimina gli scarti metabolici. Le tossine che accumula il nostro corpo ci rendono più stanchi, più stressati e favoriscono un aumento di peso. Vediamo come eliminarle.

La regola numero uno è bere tanta acqua, possibilmente con un residuo fisso inferiore a 200. L’acqua, anche se può sembrare una bevanda scontata, aiuta moltissimo il nostro organismo a depurarsi dalle scorie in eccesso, quindi va preferita a bevande gassate, zuccherine o alcoliche. L’altra indicazione importante è quella di consumare più possibile fibre integrali, in quanto attivano di più il metabolismo, aiutando a mantenere pulito l’organismo. La frutta e la verdura sono altri alimenti antiossidanti importanti, ma attenzione: la frutta sempre lontana dai pasti.

Aspetto da non sottovalutare, la riduzione del consumo di sodio: è opportuno infatti salare poco i condimenti e evitare cibi quali salumi, formaggi, pizza, e i “cibi spazzatura”. Ma attenzione, l’efficacia delle diete è molto soggettiva, quindi è sempre importante consultare il proprio medico o nutrizionista per verificare se la dieta è adatta.
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Malattie trasmesse da alimenti

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Malattie trasmesse da alimenti

Gli alimenti oltre a portare nutrimento ed energia sono anche veicolo di microrganismi pericolosi .
Negli alimenti sono, infatti, normalmente presenti microrganismi utili che ne favoriscono la preparazione e la digestione : ad esempio i salumi, i formaggi, il vino, devono la loro “appetibilità” all’azione di alcuni microbi come i Lattobacilli , gli Streptococchi lattici , i lieviti e le muffe .

Esistono anche batteri neutri che non hanno nè un effetto positivo nè un effetto negativo e si trovano nell’aria e sulle nostre mani.
Esistono, poi, microrganismi patogeni ” e cioè batteri, virus, parassiti, dannosi per la salute dell’uomo, che possono essere presenti nell’acqua e negli alimenti contaminandoli con diverse modalità.

attenzione alla preparazione degli alimentiGli alimenti contaminati, una volta ingeriti , possono provocare malattie solo se i microrganismiriescono a superare le barriere difensive dell’uomo.
I microrganismi patogeni:

  • possono essere già presenti nell’alimento all’origine, ad esempio nelle carni o nei prodotti di animali infetti o malati ; sui vegetali , irrigati con acque contaminate o che vengono a contatto con terreno contaminato ;
  • possono contaminare l’alimento nelle varie fasi della preparazione a causa di:
    • manipolazione con le mani sporche da parte di: ” portatori “, persone che, pur non essendo malate , ospitano microrganismi nelle vie aeree o nell’intestino e li eliminano attraverso le secrezioni o le feci; persone con infezioni localizzate nelle vie aeree, nell’intestino, con ferite alle mani, con infezioni della pelle;
    • persone con scarso livello di igiene;
    • uso di acqua non potabile o, comunque, contaminata;
    • contatto dell’alimento con superfici di lavoro, utensili, contenitori non puliti ;
    • uso, nella preparazione, di ingredienti inquinati ;
    • contatto dell’alimento con altri cibi contaminati ;
    • esposizione dell’alimento, dopo la preparazione, a insetti , roditori o altri animali .

Il manifestarsi di una malattia dipende dal nostro organismo e da quanto riesce a difendersi.
Il microrganismo sfodera, tra le sue armi: il ” potere patogeno “, cioè la sua capacità più o meno elevata di procurare danni; la sua ” carica “, cioè il numero di microrganismi presenti in un alimento; perchè si sviluppino alcune malattieè necessario, infatti, che si ingerisca un alto numero di microrganismi ; la sua ” mobilità ” e la capacità didiffusione delle tossine prodotte: a volte, infatti, è contaminata solo una parte di alimento che, se ingerita, è nociva solo per chi ha consumato quella particolare porzione.

L’ organismo umano dispone della capacità di opporsi al danno provocato da microrganismi con numerose difese che dipendono dall’età (i bambini e gli anziani le hanno più deboli), dalle condizioni generali dell’organismo, dagli stati di stress, da altre malattie presenti.
Generalmente, maggiore è la quantità di cibo contaminato ingerita , maggiore è la possibilità di manifestare lamalattia (anche se, per alcune intossicazioni, quali il botulismo, è sufficiente ingerire piccolissime parti di alimento).

Esistono delle condizioni nelle quali si sviluppano più facilmente i microrganismi , vanno quindi tenuti sotto controllo i seguenti parametri:

La temperatura

L’ intervallo di temperatura entro il quale i microrganismi possono crescere varia con le specie microbiche.
Ciascun ceppo di microbi ha comunque una sua temperatura ottimale di vita e di crescita.
Il freddo può rallentare o inibire la riproduzione ma non li elimina .

Effetti della temperature sulla crescita batterica:

Intervallo di temperatura
Effetto sui batteri
Localizzazione
-18/-20°C
I batteri non si dividono ma restano capaci di farlo una volta tornati a temperatura ottimale All’interno di freezer e congelatori.
0/+4°C
Alcuni ceppi si riproducono molto lentamente, altri si mantengono inalterati, pochi tendono lentamente a ridursi numericamente. In tutti i casi un aumento di temperatura ripristina la capacità di riprodursi. All’interno di dotazioni frigorifere.
+18/+45°C
E’ l’intervallo ottimale di crescita di tutti i batteri, (specialmente per i patogeni). Alimenti conservati all’aria
+45/+65°C
Al crescere della temperatura si arresta la crescita e si riduce gradualmente il numero dei batteri. Fasi di riscaldamento e raffreddamento degli alimenti.
+65/+100°C
I batteri vengono eliminati sempre più velocemente all’aumentare della temperatura. Fasi di riscaldamento e raffreddamento degli alimenti.
+100/+250°C
Vengono eliminati tutti i batteri. All’aumentare della temperatura vengono eliminate gradualmente anche le tossine batteriche. Fasi di cottura degli alimenti

In questi ambiti i batteri hanno diversi comportamenti:
Alla temperatura di congelamento (-18°C), i microbi non muoiono , restano, per così dire, “in letargo” senza riprodursi. In queste condizioni il rischio legato alla proliferazione batterica è bassissimo, quasi nullo.
In regime di temperatura refrigerata (tra 0 e +4°C) la maggior parte dei microbi si trova in una fase di pausa , solo alcuni ceppi possono riprodursi, anche se molto lentamente a queste temperature mentre alcuni ceppi possono tendere ad una lenta riduzione del numero di cellule vitali.
A temperatura ambiente , sopra il regime refrigerato e fino a 45°C e in qualche caso anche a temperature superiori, la maggior parte degli stipiti batterici cresce benissimo, soprattutto i patogeni che in queste condizioni possono produrrele loro micidiali tossine .
A regimi di temperatura crescente da 45 a 65°C e oltre vengono gradualmente resi incapaci di dividersi e poi, ad un ulteriore crescita della temperatura , vengono uccisi i batteri , anche quelli potenzialmente patogeni, quelli cioè che possono causare delle malattie.
Purtroppo le loro tossine resistono a queste temperatur e e possono provocare intossicazioni anche dopo che i batteri siano stati eliminati.
Durante le operazioni di cottura con temperature superiori a 100°C normalmente resistono solo le spore di alcuni batteri e muffe e alcune tossine termoresistenti, mentre tutti i stipiti microbici muoiono rapidamente a queste temperature.
Quindi nell’intervallo tra i 4°C e i 65°C abbiamo un aumento del rischio microbiologico in quanto è un ambito nel quale avviene la proliferazione microbica con possibile produzione delle relative tossine.
In questo intervallo esiste un optimum per le crescite batteriche, (20/45°C) che deve essere assolutamente evitato in quanto in queste condizioni la velocità di crescita specialmente degli stipiti potenzialmente patogeni diviene vertiginosa e in poche ore viene gravemente compromessa la salubrità degli alimenti.

Il tempo

Se i batteri incontrano le condizioni favorevoli cominciano a moltiplicarsi .
Come già detto, in condizioni ottimali, si verifica una divisione cellulare ogni 20-30 minuti ed in poche ore una singola cellula può proliferare, moltiplicandosi fino a generare miliardi di cellule batteriche.

L’umidità

Per acqua libera (Aw = acqua effettivamente disponibile) non s’intende tutta l’umidità presente nell’ alimento ma quella effettivamente disponibile per i processi di crescita cellulare dei microbi.
L’acqua libera rappresenta pertanto un fattore di crescita essenziale per tutti i tipi di microbi . Per questo gli alimenti con un basso contenuto di umidità sono più sicuri e più facilmente conservabili di quelli con un maggior tenore d’acqua e perciò più deperibili in quanto soggetti facilmente a proliferazione microbica. Nella stagione estiva per l’azione combinata di umidità e temperatura il rischio e la frequenza delle intossicazioni aumentano.

L’acidità

L’unità di misura dell’acidità è il pH . L’acqua pura ha pH 7 cioè è neutra . Sono gradualmente sempre più acide le sostanze che presentano un pH con valori decrescenti da pH 7 a pH 0 , mentre sono basiche le sostanze che presentano valori da pH 7 a pH 14 .
Anche gli alimenti sono classificati acidi o basici seguendo gli stessi parametri.
Avremo perciò alimenti acidi, neutri o basici. Su di essi i batteri si svilupperanno più o meno a secondo delle loro caratteristiche.
Gli alimenti commestibili per l’uomo esprimono normalmente un intervallo di pH tra 3 e 8 . I batteri possono essere presenti, vivere e proliferare in un intervallo di pH da 4,5 a 9,5/11 .

Adeguato terreno di crescita

I microbi , al pari degli esseri viventi più evoluti, abbisognano di cibo per la loro crescita e riproduzione.
Pertanto negli alimenti essi trovano la più vasta disponibilità di sostanze nutritive .
Abbisognano di una matrice organica , un alimento, da utilizzare per portare a termine i loro processi cellulari, compresa per i patogeni, la produzione di tossine .
Le esigenze nutrizionali sono le più varie ma, in generale, essi prediligono i cibi tiepidi piuttosto che quelli troppo freddi o troppo caldi, quelli più ricchi di umidità (acqua libera) piuttosto che quelli secchi, quelli con un più alto contenuto calorico invece di quelli poveri e i cibi più elaborati invece di quelli più semplici.

Tossine batteriche

Molti batteri patogeni sono in grado di generare quadri patologici non solo per la loro presenza ma specialmente perché producono sostanze che alterano il metabolismo e attaccano tessuti viventi danneggiandoli.
Queste sostanze definite tossine , sono in alcuni casi resistenti al calore .
Vengono prodotte normalmente a temperature comprese tra i 10 e 45°C .

Spore batteriche

La maggior parte dei batteri muore in assenza di sostanze nutritive o in condizioni ambientali sfavorevoli.
Alcuni batteri tuttavia, sviluppano delle forme quiescenti se posti in condizioni ambientali sfavorevoli chiamate sporeche sono dotate di involucri protettivi resistenti alle condizioni esterne consentendo loro di superare le avverse condizioni ambientali.
Alcune spore possono resistere alle normali temperature di cottura per dare vita alla forma vegetativa (batterio) allorquando le condizioni ambientali ritornino favorevoli.
Il batterio può dunque, una volta superate sotto forma di spora le avverse condizioni, riprendere a moltiplicarsi e produrre tossinfezioni alimentari.
Per dare un esempio le spore di Bacillus cereus responsabile di molte intossicazioni, possono resistere per parecchi minuti a 121°C di temperatura e una volta sopravvissute possono germinare e quindi riprendere a moltiplicarsi.

Virus

I virus hanno dimensioni inferiori di quelle dei batteri . A differenza di questi non si sviluppano sugli alimenti ma debbono svilupparsi all’interno di altre cellule viventi che contaminano gli alimenti ad esempio all’interno dibatteri stessi.
I virus vengono eliminati all’esterno normalmente con le feci dei soggetti infetti ed arrivano all’individuo sano con alimenti contaminati.
Molti tipi possono giungere all’uomo mediante alimenti infetti .
L’epatite virale di tipo A è un tipico esempio di virus che ha come unico ospite l’uomo. Si contrae in seguito all’ingestione di frutti di mare infetti o di verdure non adeguatamente lavate. Viene inattivato da una bollitura per un tempo superiore ai 5 minuti.

Ci sono tre tipi di malattia alimentare di origine microbica:

  • Intossicazioni alimentari: insorgono per consumo di un alimento che contiene una tossina, risultato di uno sviluppo microbico nell’alimento. Il batterio può anche essere già morto, ma la tossina può permanere (è il caso, ad esempio, dell’intossicazione stafilococcica e della gastroenterite da Bacillus cereus).
  • Infezioni alimentari: insorgono quando l’alimento consumato contiene batteri patogeni che colonizzano l’intestino dell’uomo, si sviluppano e causano lesioni ai tessuti. In generale non è necessario che il batterio si moltiplichi nell’alimento, ma se ciò accade la probabilità di infezione aumenta (è il caso, ad esempio, della salmonellosi, della shighellosi, della listeriosi e dell’enterite da Campylobacter).
  • Tossinfezioni alimentari: sono una combinazione delle due prime forme. Il microrganismo patogeno deve raggiungere cariche molto elevate nell’alimento e dopo l’assunzione da parte dell’uomo continua il suo sviluppo nell’intestino, libera la tossina che scatena la sintomatologia (per esempio, gastroenteriti da Clostridium perfringens e ceppi enterotossigeni di Esherichia coli).
Microrganismi
Alimenti a rischio
Prevenzione
Cause
Sintomi
Bacillus cereus
Riso bollito, pure di patate e creme Raffreddare rapidamente i cibi e limitare il tempo tra preparazione e consumo Refrigerazione o riscaldamento inadeguati Conservazione a temperatura ambiente Cibi preparati con largo anticipo Dopo 1-6 ore, diarrea, vomito
Clostridium botulinum
Conserve preparate in casa, vegetali e sott’olio, salumi, prodotti ittici Rispetto igiene della lavorazione e sterilizzazione conserve Carenze igieniche nella lavorazione Trattamento termico inadeguato delle conserve Vomito di tipo nervoso, assenza di sintomi gastrointestinali, morte per paralisi respiratoria dopo 12 – 48 ore
Costridium perfringenes
Carni poco cotte, sughi di carne, salse Rapido raffreddamento carni cotte, mantenimento alimenti caldi a temperatura superiore a 60°C Cibi conservati a temperatura ambiente e cibi preparati con largo anticipo Dolori addominali, diarrea dopo 8-24 ore
Listeria monocytogenes
Carni e prodotti carnei, soprattutto crudi, formaggi , prodotti della pesca Rispetto igiene della lavorazione Cottura, pastorizzazione Scarsa igiene, cottura inadeguata Colpisce soprattutto gli immunodepressi Febbre, meningite, sintomi parainfluenzali
Salmonella
Piatti a base di uova crude, uova e derivati, pollo, carni suine crude Cottura sopra i 60°C, conservazione sotto i 10° Cottura insufficiente, materie prime contaminate, contaminazione fra alimenti cotti e crudi, portatori sani che manipolano gli alimenti Diarrea, dolori addominali, nausea, vomito, febbre dopo 12- 36 ore
Staphiococcus aureus
Alimenti molto manipolati (carni trite, creme), gelati e latticini Rispetto norme igieniche, copertura ferite, lavaggio frequente delle mani, rispetto della temperatura Tossendo o starnutendo su alimenti, usare attrezzature non sanificate Vomito, diarrea, dolori addominali dopo 1- 6 ore
Vibrio paraemoliticus
Pesce crudo, molluschi Cottura, non consumo di pesce crudo Pesce crudo o mal cotto Diarrea profusa, nausea, vomito, febbre dopo 12- 36 ore

E’ molto importante che il consumatore si tuteli quando va a fare la spesa e che segua a casa semplici regole nella manipolazione e conservazione degli alimenti .

E’ importante quando si acquista un prodotto verificare la pulizia e l’ordine del punto vendita che indicano l’attenzione del venditore: acquistare prodotti di buona qualità e da fornitori di fiducia è un primo passo verso la sicurezza.
Un’altra regola fondamentale che noi di adieta vi ricordiamo sempre è quella di leggere le etichette e la data di scadenza . Ricordiamo di verificare , se si tratta di prodotti confezionati , anche lo stato dell’imballaggio che non deve avere ammaccature o strappi o rotture , insomma le confezioni devono essere integre .
Per la conservazione degli alimenti per brevi periodi il frigorifero è il luogo più idoneo, purché sia mantenuto costantemente pulito , la temperatura sia tenuta intorno a 4°C , o in ogni modo sotto i 10°C , sia periodicamente sbrinato e gli alimenti siano tenuti in contenitori separati .
Il freezer, con temperatura intorno a -18°C è un ottimo alleato per conservare gli alimenti per periodi più lunghi.

E’ importantissimo che prima della preparazione di qualsiasi alimento le mani siano lavate con acqua e sapone , mentre bisogna usare dei guanti di gomma se la pelle delle mani presenta ferite, foruncoli o lesioni 

Per ogni tipo di alimento ci sono, poi, delle semplici ma fondamentali precauzioni da adottare.

Prima e dopo la preparazione lavare mani, utensili e piani di lavoro con sapone e acqua calda e sapone.

CARNI E DERIVATI

carneSono alimenti a forte rischio di intossicazioni quindi evitare di acquistare i prodotti espostisu banchi non refrigerati e verificare che non emanino cattivi odori e che non presentino parti di colore diverso .
Se acquistiamo carni o pollame surgelati , prestare attenzione che non sia stata interrotta la catena del freddo cioè che le confezioni non siano coperte di brina o di ghiaccio, bagnate o, comunque, alterate nella forma . Fare anche attenzione che il freezer del negozio abbia un termometro che indichi la temperatura e che il riempimento del banco non superi la linea di carico (è visibile nei banchi freezer come linea colorata).

Una volta a casa vanno riposti immediatamente in frigorifero a temperature non superiori a 4°C , avvolti in fogli di alluminio in modo da essere separati dagli altri alimenti e tenuti al massimo per due o tre giorni ; se non è previsto il consumo entro pochi giorni, è opportuno il congelamento in fogli di alluminio (nel congelatore possono essere conservati per 4-5 mesi).

Importante : i prodotti di origine animale non vanno mai consumati crudi e, prima della cottura, è opportuno lavarli con acqua tiepida e se precedentemente congelati, vanno scongelati nel frigorifero o nel forno a microonde oppure, se sono stati congelati in pezzi piccoli, possono essere cotti direttamente.
Se cotti e non consumati immediatamente vanno riposti nel frigorifero ancora caldi e, prima del consumo, vanno riscaldati rapidamente, ad alta temperatura e per almeno 10 minuti.
MAI LASCIARE CIBI CALDI A TEMPERATURA AMBIENTE.

I brodi di carne vanno consumati subito dopo la cottura oppure vanno immediatamente refrigerati o congelati. E’ molto importante evitare la contaminazione crociata fra alimenti cotti e crudi e tra utensili utilizzati per il cotto e il crudo : ad esempio non usare lo stesso coltello per la carne cruda e la carne cotta, non mettere nello stesso contenitore arrosto e carne cruda.

PESCE ED I FRUTTI DI MARE

E’ sempre opportuno verificare la freschezza del pesce che si acquista.
Le principali caratteristiche sensoriali sono:

  • aspetto
  • della pelle, che deve presentare pigmentazione brillante ed iridescente,
  • dell’occhio, che deve essere convesso con pupilla nera e brillante e cornea trasparente;
  • delle branchie, che devono presentare colore vivo e assenza di muco o muco trasparente.
  • odore,
  • delle branchie, che deve essere fresco, simile a quello delle alghe fresche marine;
  • consistenza
  • della carne che deve essere soda ed elastica.

Pesce e derivatiEvitare i prodotti esposti su banchi non refrigerati o non tenuti in ghiaccio; se si acquistano pesci surgelati, prestare attenzione che non sia stata interrotta la catena del freddo e che cioè le confezioni non siano coperte di brina o di ghiaccio, bagnate o alterate nella forma, che non ci siano cristalli di ghiaccio all’interno, che il freezer del negozio abbia un termometro che indichi la temperatura e che il banco non sia sovraccarico.

I frutti di mare devono essere avvolti in reticelle con etichetta che riporti la provenienza ed i controlli effettuati; evitare l’acquisto di frutti di mare tenuti su banchi che vengono periodicamente “rinfrescati” con acqua di mare o, comunque, di dubbia provenienza.

Il pesce va eviscerato, lavato e cotto subito dopo l’acquisto; se intercorre tempo fra l’acquisto e la cottura, va tenuto in frigorifero, nella parte più fredda, o nel congelatore, separato da altri alimenti.
Evitare di consumare pesce e frutti di mare crudi. Il pesce congelato va scongelato nel frigorifero, facendo attenzione a non far colare il liquido di scongelamento sugli alimenti sottostanti.
Il pesce deve essere ben cotto .

I frutti di mare che non si aprono durante la cottura vanno scartati.

UOVA ED I PRODOTTI A BASE DI UOVA

Evitare le uova con i gusci incrinati ; fare attenzione alla data di scadenza riportata sul guscio e/o sulle confezioni.
Se le uova devono essere usate crude ed in particolar modo se si intende preparare salse o creme da utilizzare in più giorni, usare solo prodotti freschissimi e controllati.
Sarebbe opportuno lavare i gusci prima di riporre le uova in frigorifero, dove vanno collocate nell’apposito contenitore o, comunque, separate da altri cibi .
Creme e salse a base di uova sono alimenti particolarmente graditi ai batteri e, per tale motivo, sarebbe opportuno l’uso di uova pastorizzate ma, poiché non si trovano facilmente nei mercati, le creme vanno cotte bene e vanno consumate subito.
Se creme e salse vengono usate per preparazioni fredde vanno riposte, ancora calde ed in contenitori chiusi, nel frigorifero e consumate entro poche ore.

LATTE ED I FORMAGGI

Scegliere i prodotti che hanno subito dei trattamenti idonei ad assicurarne l’innocuità: il latte dev’essere pastorizzatoo trattato ad alte temperature. Attenzione ai formaggi “artigianali”, venduti su banchi improvvisati , non danno sufficienti garanzie di innocuità, mentre è preferibile che siano stagionati a lungo (almeno 3 mesi); fra i formaggi freschi sono da preferire quelli confezionati e tenuti nel banco frigo.
I formaggi e il latte e derivati si conservano in frigorifero , in contenitori chiusi e consumati entro la data impressa sulla confezione. I formaggi molli vano consumati in pochi giorni , mentre quelli duri in qualche settimana.

VERDURA E LA FRUTTA

Da un punto di vista nutrizionale è opportuno scegliere prodotti di stagione per avere tutto l’apporto di sali minerali e vitamine.
Evitare qualsiasi prodotto che presenti anche quantità minime di muffa . La frutta e la verdura vanno conservate nel frigo, nell’apposito scomparto, e consumate al più presto. Entrambe vanno sempre lavate prima del consumo. Per il lavaggio della verdura è consigliabile l’uso di abbondante acqua fredda in cui sia stato sciolto bicarbonato (è sufficiente un cucchiaino per litro d’acqua) o aggiunta qualche goccia di disinfettante a base di cloro. E’ preferibile che la frutta venga consumata sbucciata; qualora ciò non sia possibile lavare bene le parti interessate. Le zuppe vegetali, se non vengono consumate subito, vanno conservate nel frigorifero ancora calde.

CONSERVE DOMESTICHE

Sono gli alimenti a più alto rischio per il botulismo , un’intossicazione alimentare molto grave dovuta alla tossina che il microrganismo produce in alimenti poco acidi ed in assenza di aria, nella maggior parte dei casi provoca la morte.
In Italia sono le verdure sott’olio che provocano il più alto numero di casi di botulismo poiché, spesso, la presenza della tossina non altera le caratteristiche di odore e sapore dell’alimento. Importante: eliminare le conserve che all’apertura lascino uscire del gas o presentino bollicine o cattivo odore. Qualora decidessimo di preparare conserve vegetali in casa dobbiamo seguire alcuni semplici ma importanti accorgimenti:

  • gli alimenti da usare per la preparazione di conserve devono essere assolutamente di prima qualità e non devono presentare muffe, parti ammaccate o marce;
  • gli alimenti vanno conservati nel frigorifero, solo per periodi brevissimi; non vanno lasciati esposti a polvere o ad insetti che diventano veicolo di microrganismi;
  • lavare bene i prodotti, in acqua abbondante;
  • asciugarli con carta a perdere o panni puliti e non lasciarli sui piani di lavoro, esposti a polvere o ad insetti, né prima né dopo la cottura;
  • il piano di lavoro deve essere sempre accuratamente pulito prima, durante e dopo la preparazione delle conserve;
  • utilizzare contenitori piccoli (max 500 ml) che devono essere sterilizzati facendoli bollire, chiusi con i coperchi, per almeno 10 minuti;
  • nelle marmellate, lo zucchero dev’essere almeno il 50% del peso della frutta già pulita;
  • nei prodotti in salamoia il sale dev’essere almeno il 10% del peso dell’alimento;
  • i vegetali da conservare sott’olio o al naturale vanno cotti nella pentola a pressione per almeno 3 minuti;
  • l’aceto, così come la conservazione dei barattoli al di sotto di 10°, riducono il rischio di sviluppo del microrganismo che causa il botulismo.

Scongelare correttamente

Se il prodotto è di piccola pezzatura , ad esempio ortaggi, carne a fette, pesce è possibile scongelarlo attraverso la cottura diretta .

In tutti gli altri casi (altri alimenti e prodotti precucinati) è meglio:

  • evitare di scongelare a temperatura ambiente ;
  • scongelare in frigorifero , tecnica sicura da un punto di vista igienico e nutrizionale;
  • scongelare al microond e;
  • scongelare in forno tradizionale i cibi surgelati, parzialmente cotti che completano la loro cottura direttamente nel forno.

vietatoE’ assolutamente VIETATO ricongelare i prodotti scongelati poichè si ha una diminuzione del valore nutritivo, un peggioramento delle qualità organolettiche e un innalzamento del numero dei microbi presenti nel cibo.

COME CONSERVARE I PRODOTTI

Sacchetti in polietilene . alimenti
Di vari formati, vanno bene per confezionare frutta, ortaggi, carni e pesci . Devono essere chiusi ermeticamente con nastrini di plastica e metallo (se non sono già provvisti di chiusura a cerniera), avendo cura di
eliminare il più possibile l’aria dall’interno.

Pellicole in PVC .
Sono utili per confezionare separatamente porzioni di pesce, carne o pollame .Alluminio.
Le vaschette dotate di coperchio sono
particolarmente indicate per i piatti precucinati che andranno poi passati nel forno tradizionale (non nel microonde).
L’alluminio in fogli può invece essere usato per confezionare pane, torte, grosse pezzature di carne (es: arrosti), oppure per preparare monoporzioni di erbe aromatiche tritate o in foglie (prezzemolo, basilico, sedano).

Contenitori in vetro con chiusura ermetica.
In commercio ve ne sono di tutte le dimensioni. Sono un ottimo mezzo di conservazione e possono essere utilizzati per tutti gli alimenti .

10 REGOLE PER PREVENIERE LE MALATTIE DA ALIMENTI

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) fornisce delle indicazioni su come prevenire le malattie trasmesse da alimenti.
Ecco i 10 punti:

  • L’igiene delle mani è fondamentale : meglio lavarle una volta in più;
  • tutte le superfici della cucina, gli utensili ed i contenitori devono essere ben lavati ;
  • consumare gli alimenti immediatamente dopo la cottura ;
  • scegliere i prodotti che abbiano subito trattamenti idonei ad assicurarne la salubrità;
  • cuocere bene i cibi in modo che tutte le parti , anche le più interne , raggiungano una temperatura di almeno 65°C , attenzione agli arrosti e ai prodotti con farcitura;
  • gli alimenti cotti, se non consumati subito, vanno immediatamente posti in frigorifero ; la permanenza nel frigorifero dev’essere limitata; se il cibo dev’essere conservato per lungo tempo è preferibile surgelarlo;
  • se si consuma un cibo già cotto e conservato in frigorifero , riscaldarlo molto bene prima del consumo;
  • evitare la contaminazione fra cibi crudi e cotti ;
  • proteggere gli alimenti dagli insetti , dai roditori e dagli altri animali. Mai lasciarli esposti all’aria ;
  • utilizzare solo acqua potabile

PER UNA BUONA RESA DEL FRIGORIFERO

frigorifero– Non si deve sovraccaricare il frigorifero con eccessive quantità di prodotti
– Sistemare gli alimenti crudi nei ripiani inferiori e cotti nei ripiani superiori
– Non si devono introdurre in modo promiscuo alimenti che possano contaminare altri alimenti sani (es alimenti crudi insieme con alimenti pronti al consumo)
– Verificare sempre la temperatura interna del frigorifero (massimo 10° C)
– Pulire il frigorifero periodicamente con prodotti idonei

PICCOLO DIZIONARIO

  • congelamento = sistema di conservazione degli alimenti con utilizzo di temperature inferiori allo zero
  • contaminazione = l’arrivo in un alimento di qualcosa di estraneo all’alimento stesso. La contaminazione può essere chimica, fisica e microbiologica.
  • cottura = il riscaldamento dell’alimento a temperature tali che ne modificano il carattere fisico e la chimica,
  • contaminazione crociata = il passaggio di microbi da un alimento ad un altro
  • data di scadenza = temine minimo di conservazione
  • detersione = operazione che consente la rimozione dello sporco
  • disinfettante = sostanza in grado di uccidere i microrganismi patogeni, cioè capaci di causare malattia
  • disinfestazione = operazione che consente l’ eliminazione di quei viventi di grandi dimensioni che possono danneggiare gli alimenti, come ad esempio topi, uccelli, scarafaggi
  • sterilizzazione = azione di uccisione di tutti i microbi patogeni e non patogeni
  • surgelazione = sistema di conservazione degli alimenti usando temperature negative
  • temperatura al cuore dell’alimento = la temperatura presente al centro dell’alimento
  • tmc = termine minimo di conservazione

AVVERTENZA: Questo sito ha carattere di divulgazione culturale e informativa, necessariamente generale. Le informazioni contenute, pur basate sugli studi scientifici citati, non sostituiscono il consulto personalizzato del professionista pratico, dietologo o medico. Il lettore non è autorizzato a considerare gli articoli qui contenuti come consulti medici, né a prenderli a pretesto per curarsi da sé.

Il frigorifero? E’ un ricettacolo di batteri, spesso pericolosi. Lo dice una ricerca dell’Università di Padova, pubblicata sulla rivista Food Control.  Gli studiosi della facoltà di Veterinaria dell’ateneo padovano, autori dell’indagine, ci invitano perciò  a curare di più l’igiene del nostro elettrodomestico.

La notizia, passata sotto silenzio, è stata ripresa in un interessante articolo pubblicato su Kataweb Consumi, il sito del Gruppo Espresso dedicato ai consumatori. La brava Erika Tomasicchio ci spiega nei dettagli i risultati della ricerca padovana, che evidenzia come la parte più sporca del frigo è il pianale di fondo dove è stato trovato, in alcuni casi, persino il bacillo della Salmonella.

L’indagine, effettuata su 293 apparecchi domestici, è stata condotta in dieci mesi analizzando i campioni estratti dai frigoriferi di studenti o lavoratori residenti nel campus di Agripolis a Legnaro, nel padovano. A ogni partecipante è stato fornito un kit di prelievo con due spugnette imbevute di soluzione fisiologica sterile con le quali ‘detergere’ il pianale di fondo e una delle pareti verticali dell’elettrodomestico, fino a mezza altezza.

Nonostante l’operazione di ‘pulizia’, negli apparecchi  sono stati riscontrati, oltre a varie muffe (nel 15% dei casi), diversi batteri. Alcuni innocui, come lo Pseudomonas, (22%) che prolifera al freddo, o lo Pseudomonas fluorescens, chiamato così perché produce un pigmento fluorescente (quello delle “mozzarelle blu” per intederci), la fluoresceina. Ma sono stati rilevati anche altri microrganismi, questa volta patogeni: in otto casi la Salmonella (1,4% dei campioni) e anche i più pericolosi Bacillus cereus (5,6%) o gli stafilococchi coagulasi positivi (4%), che con il tempo si insediano nei cibi mal conservati e possono provocare intossicazioni alimentari.

La carica batterica, come si diceva, tende a concentrarsi soprattutto sul piano di fondo del frigo (61%), piuttosto che sulle pareti (39%), anche a causa di frutta e verdura o altri alimenti fraschi che vi vengono riposti o dei liquidi che tendono a colare dai ripiani superiori. Per fortuna, nessuna traccia di Listeria monocytogenes e Yersinia enterocolitica, due batteri molto rischiosi, che proliferano alle basse temperature.

 

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Ecocentrismo

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di Carmen Luciano

 

ecocentrismo

La filosofia vegan, che non accetta nessun tipo di violenza e rifiuta lo specismo (ovvero riservare un trattamento migliore per una specie piuttosto che per un’altra , n.d.r), ha come base la visione Ecocentrica della vita. Abituati sin da Cartesio a vedere la specie umana superiore alle altre del Regno Animale e dunque vedere negli animali qualcosa da cui trarre profitto ( abbigliamento, cibo, test per medicine, divertimento, mezzi di trasporto) senza tanto badare al fatto che essi possano provare sentimenti oppure no, è comprensibile che a primo impatto questa filosofia venga concepita da molti come assurda o estrema. In realtà però, non c’è assolutamente niente di estremo nel rispettare volontariamente anche la più piccola forma di vita presente sul Pianeta. L’Ecocentrismo vede dunque l’Uomo posizionato tra le altre specie, e non al vertice di una gerarchia non realmente presente in Natura ma di invenzione umana. L’Uomo al pari della Donna. L’Animale al pari della Donna e dell’Uomo. Tutti insieme in armonia in un legame di reciproco rispetto e coesistenza.
A differenza di come alcune persone sospettano, la filosofia vegan non è seguita perché vista come una moda che fa tendenza e gossip. Nasce quasi spontanea in personalità molto emotive e con sensibilità maggiore rispetto alla media, senza limite di età, costume o contesto storico. Trai tanti personaggi famosi vegani/vegetariani della Storia che hanno diffuso nel Mondo un messaggio di compassione per il maltrattamento degli animali, troviamo filosofi, scienziati, matematici, politici, scrittori, musicisti: Pitagora, Epicuro, Leonardo Da Vinci, Einstein, Charlie Chaplin, Gandhi, George Bernard Shaw e tanti altri. Tutti uniti dall’usanza comune di non mangiare animali e/o loro derivati. Ed entrando nel contesto della nutrizione, è importante sapere che l’alimentazione vegan non prevede il consumo di carne e pesce, e neanche dei derivati animali (uova, latte, miele), a differenza dell’alimentazione Vegetariana che invece ne accetta il consumo. Il neologismo VEGAN nacque in Inghilterra nel 1944 grazie a Donald Watson (membro della Vegetarian Society) che volle scindere i due tipi di dieta diversi senza usare sottocategorie. Seppur apparentemente simili poiché accomunati dall’eliminazione sulla tavola di carne e pesce, questi stili alimentari in realtà sono due cose distinte. Sulla differenza trai due e sul perché è opportuno ed etico non consumare derivati animali, troverete informazioni negli articoli che vi proporrò prossimamente.

Spesso si pensa alla dieta vegan come una restrizione, una forzatura, qualcosa di innaturale o come una privazione dei “veri piaceri della tavola” (come ho sentito dire tante volte). Invece è solo un ritorno alle origini. E’ il modo più veloce, attraverso il cibo, di ritornare ad un contatto con la Natura andato perso con l’industrializzazione. << Ma è difficile? >> mi è stato chiesto tempo fa, alludendo al fatto che non è facile smettere di mangiare alimenti di origine animale “gustosi”. Per me che ho sempre rifiutato il sapore della carne, è stato semplice. Ma comprendo chi invece ne ha una dipendenza del sapore dovuta a condimenti, al sale, alle spezie, agli additivi, esaltatori di sapidità, saccarosio e chi più ne ha più ne metta. Perché alla fine, il vero gusto della carne viene confuso e mescolato ad altri più piacevoli e reso gradevole dalla cottura ( che in natura, i veri carnivori, non hanno necessità di usare). Avete mai mangiato un muscolo a crudo? sicuramente le vostre papille gustative vi imploreranno pietà. Pertanto.. La difficoltà sta solo nella nostra testa, e qua e la sugli scaffali. L’ostacolo iniziale è appunto questo: trovare alimenti senza derivati animali all’interno. L’industria alimentare li infila ovunque (tipo strutto e gelatina animale) ma grazie all’incremento di persone che seguono questa dieta ( si parla di 7 milioni di vegetariani di cui 800 mila vegan in Italia ) e alla richiesta di alimenti vegani sempre maggiore, anche l’offerta è cambiata. Quando sono diventata vegetariana io 11 anni fa tutti questi alimenti “speciali” non c’erano. E se c’erano, erano in vendita in negozietti biologici che non ero solita visitare. La loro diffusione soprattutto nei supermercati è avvenuta solo di recente. Ma non per questo non mi è stato possibile smettere di alimentarmi di sofferenza animale. Proprio riguardo alla mia conversione, come epilogo di questo mio primo articolo, vorrei condividere con voi la mia esperienza personale. Nipote di persone che hanno sempre avuto nel cortile in campagna animali sia d’affezione (cani e gatti) che da consumo (maiali, galline, conigli), sono diventata vegetariana all’età di 12 anni. E nessuno, e dico nessuno, nella mia famiglia lo era mai stato prima di me.

Certo che la mia scelta non ha destato buon umore sopratutto trai nonni incanalati nell’idea di alimentazione con carne = salute. Come ho scritto qualche riga sopra, non ho mai apprezzato il sapore della carne, e facevo davvero fatica a finire ciò che avevo nel piatto a pranzo o a cena. Il mio organismo ne rifiutava anche solo l’odore. E questo, unito al mio fortissimo amore per loro e insieme alla tragica scoperta che vi sto per raccontare, ha fatto si che avvenisse la conversione. La tragica scoperta sopra citata avvenne il 19 Settembre 2002. Frequentavo le Scuole Medie Banti a Santa Croce. Quel giorno, mentre scendevo dalle scale dopo le lezioni, vedo su un gradino un volantino LAV (distribuito dalla mia cara amica Professoressa Monica Billeri agli studenti delle sue classi) gettato a terra con sopra disegnato un animale trasportato al macello. Mi sono subito fermata a raccoglierlo per vedere di cosa si trattasse. Con mio orrore osservo foto-documento delle pessime condizioni di trasporto imposte ai poveri animali destinati al macello. Io che avevo sempre pensato, avvolta ancora per poco nella sfera profumata di talco dell’infanzia, che gli animali serviti nel piatto erano animali morti di vecchiaia e che il loro corpo fosse quasi una sorta di dono per noi, mi ritrovo a leggere che a malapena vivono un decimo degli anni che la natura gli concede , e per giunta in condizioni disumane. Indignata, delusa dal mondo degli adulti, torno a casa consapevole del fatto che quel panino con il salame milanese portato quella mattina per merenda sarebbe stato l’ultimo della mia vita. E così è stato. L’ostacolo più grande da affrontare è stata l’ignoranza delle persone, le critiche , i giudizi, lo scherno. Giunti soprattutto durante le scuole superiori. Ma davanti a tante vite risparmiate, sono solo dettagli fastidiosi privi di importanza. Sono passati 11 anni. Il mio cammino nella strada del rispetto per gli animali si è evoluto eliminando derivati che da vegetariana invece mangiavo (formaggi, latte, miele e uova). Il mio fisico gode di ottima salute e ciò che più è importante, è che in questi 4000 giorni di vita trascorsi da quel settembre, non ho privato della loro vita tanti esseri viventi che hanno il mio stesso diritto di esistere. L’alimentazione vegan e l’abbracciare questa filosofia senza crudeltà è stata la migliore scelta che abbia mai fatto. Spero davvero tanto di potervi trasmettere attraverso le mie parole l’amore che tutti gli animali rinchiusi in gabbie, scuoiati vivi, abbandonati, fatti a pezzi nei mattatoi, costretti a correre e a ferirsi nei palii, uccisi ancora coscienti vorrebbero ricevere da ogni singolo umano sulla Terra.

<< Il compito più alto di un Uomo è sottrarre gli animali dalla Crudeltà >> – Emile Zola.

Carmen Luciano

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Arrivano i bratwurst vegani: saranno fatti di tofu

Ticinonline

SAN GALLO – I bratwurst sono un simbolo di San Gallo almeno quanto lo è la sua abbazia. La ricetta più classica li vuole fatti di intestini ripieni di vitello, maiale, lardo e latte e conditi con spezie. Due imprenditori della Valle del Reno, però, vogliono offrire al pubblico un’alternativa inedita. Come riporta il Rheintaler Bote, i fratelli Reto e Daniel Frei apriranno infatti a fine 2017 una filiale della catena vegetariana e vegana “Tibits” nel canton San Gallo e nel loro menù figurerà anche un bratwurst sangallese fatto di… tofu.

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«Vogliamo così che le persone, anche quelle che non sono a loro agio con l’idea del vegetarianesimo, siano meno intimorite dal provare un Tibits per la prima volta», spiega Reto Frei, l’inventore della ricetta. Nella stessa catena a Zurigo viene già proposto lo sminuzzato alla zurighese di tofu e a Berna il Berner-Rösti di verdure. La trovata ha avuto successo: «L’80% dei nostri clienti è composto da carnivori», spiegano.

 

 

 

 

 

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Pensiero Positivo, il metodo.

Si ringraziano:

wikihow.com e google images

Articolo di proprietà di WikiHow – Diritti Riservati

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Quando pensiamo alla parola “positivo”, nella mente della maggior parte di noi risuona probabilmente la parola “felice”. La felicità però non è l’unica forma di positività. Ci sono molti modi per essere più positivi nella vita, anche nelle situazioni di tristezza, rabbia o difficoltà. La ricerca suggerisce che quando si tratta di emozioni positive e di modi di pensare abbiamo delle potenti capacità di scelta. Di fatto, le nostre emozioni modificano letteralmente i nostri corpi a livello cellulare. Molte delle nostre esperienze di vita sono il risultato del modo in cui interpretiamo e rispondiamo all’ambiente circostante. Fortunatamente, anziché reprimere o cercare di “liberarci” dei sentimenti negativi, possiamo decidere di interpretarli e di reagire in modo differente. Scoprirai che con la giusta dose di pratica, pazienza e perseveranza riuscirai a diventare più positivo

 

Accetta la persona che sei. Non puoi riuscire a cambiare il tuo modo di pensare se non puoi (o non vuoi) identificare il problema. Accettare di avere dei pensieri e dei sentimenti negativi, e riconoscerli come sgraditi, può aiutarti a mettere in moto il processo di cambiamento.

Cerca di non giudicarti per ciò che pensi e per ciò che provi. Ricordati che avere un reale controllo sui pensieri e sulle emozioni che affiorano nel tuo corpo e nella tua mente è pressoché impossibile. Nota però che nessuno di loro è per natura “buono” o “cattivo”, sono semplicemente pensieri e sentimenti. Ciò che puoi controllare è il modo in cui li interpreti e reagisci.

 

Accetta inoltre le cose di te che non puoi cambiare. Per esempio, se sei una persona introversa che ha bisogno di trascorrere del tempo in solitudine per “ricaricarsi”, con buona probabilità, provare a essere costantemente estroverso ti farebbe sentire spossato e infelice. Accettati per la persona che sei in questo momento, esattamente così come sei. Solo dopo aver raggiunto questo primo traguardo, potrai sentirti libero di trasformarti in una versione migliore di te stesso!

 Datti degli obiettivi. Avere degli obiettivi da raggiungere ci consente di acquisire una prospettiva più positiva sulla vita. La ricerca ha dimostrato che porci una meta può farci sentire immediatamente più ottimisti e sicuri di noi stessi, anche se il risultato non è subito raggiungibile. Porti degli obiettivi che consideri significativi e affini ai tuoi valori ti aiuterà a realizzarli e a progredire nella tua evoluzione.
  • Inizia dandoti dei piccoli obiettivi. Non pretendere immediatamente la luna. Mantenendo un passo lento, ma stabile, riuscirai a tagliare il traguardo. Definisci degli obiettivi specifici. Voler “essere più positivo” è ottimo, ma è una meta talmente vasta da poterti porre in difficoltà nel momento in cui sarai pronto a raggiungerla. Preferisci dunque degli obiettivi più contenuti, ma specifici, come “meditare due volte a settimana” o “Sorridere ogni giorno a uno sconosciuto”.
  • Formula i tuoi obiettivi in termini positivi. La ricerca ha dimostrato che quando esprimiamo i nostri desideri con positività le probabilità di vederli realizzati aumentano. In altre parole, fai in modo che i tuoi obiettivi siano mete da raggiungere e non da provare a evitare. Per esempio: “smettere di mangiare cibo spazzatura” non è un obiettivo utile perché può causare sentimenti di vergogna o di colpa. “Mangiare 3 porzioni di frutta e verdura ogni giorno” è invece specifico e positivo.
  • Basa i tuoi obiettivi unicamente sulle tue azioni. Ricorda che sono le uniche che puoi controllare. Ponendoti degli obiettivi che presuppongono un dato comportamento da parte altrui, rischierai di sentirti amareggiato se le cose non andranno come speravi. Scegli dunque di porti degli obiettivi basati unicamente su ciò che è sotto il tuo controllo.
Pratica la meditazione della gentilezza amorevole. Nota anche comemeditazione metta o della compassione, questa pratica meditativa affonda le sue radici nella tradizione buddista e insegna a espandere verso il mondo intero quegli stessi sentimenti di affetto e amore che proviamo per le persone che ci sono care. È stato inoltre dimostrato che, in sole poche settimane, sia in grado di migliorare le nostre relazioni e la nostra resilienza, ovvero la capacità di risollevarci dalle esperienze negative. Anche solo cinque minuti di meditazione quotidiana garantiranno frutti positivi visibili.

  • Iscriviti a un corso di meditazione della compassione oppure esegui una ricerca online e scarica delle pratiche meditative guidate, molte sono disponibili in forma gratuita.
  • Risulta che la meditazione della gentilezza amorevole è benefica anche per la salute mentale. Alcuni studi hanno infatti dimostrato che la meditazione della compassione riduce i sintomi della depressione, suggerendo che imparare a essere compassionevoli verso gli altri possa aiutarci a diventarlo anche verso noi stessi.
  • Tieni un diario. Le ricerche più recenti suggeriscono la presenza di una formula matematica della positività: sembra che sperimentare tre emozioni positive per ogni emozione negativa ci aiuti a mantenere un sano equilibrio. Scrivere in un diario può aiutarti a mettere a fuoco le tue molteplici esperienze emotive quotidiane e a determinare dove sia necessario intervenire. Può inoltre aiutarti a concentrarti maggiormente sulle esperienze positive e consentirti di tenerle a mente più a lungo.

    • Scrivere in un diario non significa semplicemente fare un elenco delle cose che non ti piacciono. La ricerca afferma che focalizzando le pagine esclusivamente sulle emozioni e sulle esperienze negative non farai che rinforzarle e diventare ancor più negativo.
    • Pertanto descrivi quello che provi, senza etichettare i tuoi sentimenti come buoni o come cattivi. Per esempio, un’esperienza negativa potrebbe essere simile alla seguente: “Oggi mi sono sentito offeso quando il mio collega mi ha preso in giro per il mio peso”.
    • Ora concentrati sulla tua reazione. Come hai reagito al momento? Ripensandoci, come avresti voluto reagire? Per esempio: “Al momento mi sono sentito malissimo con me stesso, come se fossi una persona inutile. Adesso però, ripensandoci, ho realizzato che il mio collega esprime giudizi privi di tatto verso chiunque. Nessun altro può definire me stesso o il mio valore, solo io posso farlo”.
    • Pensa a come puoi trasformare i fatti in un’esperienza di apprendimento. In che modo puoi utilizzarli a favore della tua crescita personale? Come ti comporterai alla prossima occasione? Per esempio: “La prossima volta che qualcuno mi offenderà, mi ricorderò che i giudizi degli altri non mi definiscono in alcun modo. Inoltre farò sapere al mio collega che i suoi commenti sono privi di sensibilità e feriscono i miei sentimenti ricordando a me stesso che le mie sensazioni sono importanti”.
    • Includi delle cose positive nel tuo diario! Il semplice dedicare qualche istante a notare la gentilezza di uno sconosciuto, la bellezza di un tramonto o il piacere dato da una chiacchierata con un amico “fissa” i ricordi consentendoti di richiamarli alla memoria in seguito. Se non ti ci concentri, è probabile che la positività passi inosservata.
    Pratica la gratitudine attiva. La gratitudine è più di un sentire, è un agire. Dozzine di studi hanno dimostrato che la gratitudine è benefica per chi la pratica. Mostrando gratitudine sei in grado di modificare la tua prospettiva pressoché nell’immediato e le ricompense continuano a crescere a mano a mano che la metti in pratica. La gratitudine ti aiuta a sentirti più positivo, migliora i tuoi rapporti cogli altri, favorisce la compassione e incrementa la sensazione di felicità.
    • Alcune persone sono naturalmente più inclini a sentirsi grate. Ciò nonostante chiunque è in grado di incoraggiare il proprio “atteggiamento di gratitudine”, qualsiasi ne sia il proprio livello naturale!
    • Sia nelle relazioni e che nelle situazioni più comuni, evita di comportarti come se ti “meritassi” qualcosa. Ciò non implica dover credere di non meritarti nulla, né che tu debba tollerare comportamenti irrispettosi o maltrattamenti, significa semplicemente che dovresti provare ad approcciarti alle cose senza ritenere di avere il “diritto” di ottenere un certo risultato, comportamento o beneficio.
    • Condividi la tua gratitudine con gli altri. Condividere i tuoi sentimenti di gratitudine con coloro che ti circondano ti aiuterà a “fissare” tali emozioni positive nella memoria. Inoltre ispirerà sentimenti positivi anche nelle persone con cui hai deciso di condividere la tua gratitudine.Individua un amico che possa essere il tuo “partner della gratitudine” e condividete l’uno con l’altro ogni giorno tre cose per cui vi sentite grati.
    • Sforzati di riconoscere quotidianamente tutte le piccole cose positive che accadono lungo il corso della giornata. Trascrivile in un diario, pubblicane un’immagine su Instagram o descrivile su Twitter, scegli una qualsiasi azione che ti consenta di riconoscere e di memorizzare le piccole cose per cui ti senti grato. Per esempio, se un amico ti ha fatto un complimento per il tuo outfit, se hai assaporato un pancake ai mirtilli perfetto o se il traffico si è dissolto magicamente consentendoti di arrivare in tempo al lavoro, notalo! Le cose positive aumenteranno rapidamente.
    • Assapora ciò che c’è di buono. Gli esseri umani hanno la cattiva abitudine di concentrarsi sulle cose negative lasciando che quelle positive gli passino accanto inosservate. Quando nella tua vita noti qualcosa di positivo, fermati un momento per riconoscerlo in modo consapevole. Cerca di “fissarlo” nella memoria. Per esempio, se noti un giardino in fiore lungo il tuo percorso quotidiano, fermati per un momento e dici a te stesso “Questo è un bel momento e voglio ricordarmi quanto me ne senta grato”. Cerca di prendere un’”istantanea” mentale del momento per riuscire a ricordarlo più facilmente in futuro, quando ti troverai a dover affrontare delle difficoltà o delle esperienze negative.
    Usa le autoaffermazioni. Le autoaffermazioni possono sembrare un metodo banale, ma la ricerca suggerisce che funzionano a un livello fondamentale; di fatto le autoaffermazioni possono formare nuovi gruppi neuronali di “pensieri positivi”. Ricorda: il tuo cervello ama ricorrere alle scorciatoie e tende a dirigersi verso i sentieri che utilizza con maggior frequenza. Se prenderai l’abitudine di pronunciare parole compassionevoli verso te stesso, il tuo cervello inizierà a considerarla come la “normalità” Dialogo interiore positivo e autoaffermazioni contribuiscono inoltre a ridurre sia lo stress sia la depressione, promuovendo la buona salute del sistema immunitario e aumentando le tue capacità di superare le difficoltà.
    • Scegli delle affermazioni che consideri particolarmente significative. Potresti scegliere delle dichiarazioni che dimostrino compassione al tuo corpo, a te stesso o che ti riportino alla mente le tue tradizioni spirituali. Quali che siano le parole capaci di farti sentire positivo e tranquillo, pronunciale!
    • Per esempio, potresti dire qualcosa come “Il mio corpo è sano e la mia mente è brillante” o “Oggi farò del mio meglio per essere gentile” o “Durante la giornata di oggi il mio custode spirituale rimarrà sempre al mio fianco”.
    • Se c’è qualcosa nella tua vita che ti mette a dura prova, sforzati di cercare delle affermazioni positive che la riguardino. Per esempio, se fai fatica ad accettare l’immagine del tuo corpo, prova a dire qualcosa come “Sono forte e attraente” o “Posso imparare ad amare gli altri così come amo me stesso” o “Sono meritevole di amore e rispetto”.
    Nutri l’ottimismo. Negli anni ’70, i ricercatori hanno scoperto che tra le persone vincitrici della lotteria, evento che la maggior parte di noi ritiene incredibilmente positivo, dopo un solo anno dalla vincita, non era rimasta alcuna traccia di una felicità superiore a quella di coloro che non avevano mai vinto. Ciò è causato dall’adattamento eudonico: gli esseri umani hanno una “linea di riferimento” della felicità alla quale ritornano sempre dopo un evento esterno (buono o cattivo).  Ciò nonostante, anche nel caso in cui la tua linea di riferimento fosse molto bassa, potresti impegnarti a nutrire attivamente il tuo ottimismo. L’ottimismo incrementa l’autostima, il senso di benessere generale e le relazioni con gli altri.

    • L’ottimismo è una lente attraverso cui interpretiamo il mondo. Grazie alla flessibilità del cervello umano, puoi modificare il modo in cui osservi e percepisci l’ambiente circostante! Una prospettiva pessimistica interpreta il mondo in termini immutabili e rigidamente fatti propri: “Niente è corretto”, “Non posso fare niente per cambiare le cose”, “La mia vita fa schifo ed è solo colpa mia”. Una prospettiva ottimistica, invece, considera il mondo come un luogo flessibile e personalizzabile.
    • Per esempio, una persona pessimista potrebbe pensare al suo imminente concerto di violoncello e dire “Sono sempre stato negato nel suonarlo, la mia performance sarà un disastro in ogni caso, tanto vale che continui a giocare con il mio Nintendo”. Questa dichiarazione presuppone che l’abilità di suonare uno strumento sia innata e permanente, anziché una pratica che si possa influenzare con il duro lavoro. Ti incolpa inoltre in modo generico; dire che sei sempre stato negato nel suonare il violoncello presuppone che le tue abilità di musicista siano imputabili a un fallimento personale anziché a qualcosa che richiede impegno e pratica. Questa prospettiva pessimistica può indurti a non fare esercizio ritenendolo un inutile spreco di tempo, o farti sentire colpevole perché sei “scarso” nel fare qualcosa. In entrambi i casi il risultato non sarà di alcun aiuto.
    • Una prospettiva ottimistica affronterebbe questa situazione in modo differente: “Il mio concerto di violoncello si sta avvicinando e non mi sento soddisfatto dei risultati finora raggiunti. Dedicherò ogni giorno un’ulteriore ora a fare esercizio e il giorno del debutto farò del mio meglio. Questo è tutto ciò che posso fare, perlomeno saprò di aver fatto tutto il possibile per raggiungere il successo”. Essere ottimisti non significa sostenere che le sfide e le esperienze negative non esistano, significa scegliere di interpretarle in modo differente e costruttivo.
    • C’è un enorme differenza tra l’ottimismo autentico e l’ottimismo “cieco”. L’ottimismo cieco può presupporre che la prima volta che prenderai in mano un violoncello sarai in grado di farti ammettere a una famosa scuola di musica. Non è un pensiero realistico e simili aspettative possono condurre a grandi delusioni. Il vero ottimismo riconosce la realtà della situazione e ti esorta a farti trovare pronto ad affrontarla. Una prospettiva realmente ottimistica ammette che dovrai lavorare duramente e per molti anni, che nonostante ciò potresti comunque non essere ammesso alla scuola dei tuoi sogni, ma ti garantisce di aver fatto tutto il possibile per riuscire a realizzare i tuoi desideri.
    Impara a rielaborare le esperienze negative. Uno degli errori che le persone compiono è quello di provare a evitare o a ignorare le esperienze negative. Sotto un certo punto di vista, la cosa potrebbe avere un senso, dato che si tratta di situazioni dolorose. Tuttavia, la realtà è che provando a reprimerle o a ignorarle non fai che danneggiare le tue capacità di gestirle.[38] Valuta quindi come poter rielaborare tali esperienze. Puoi imparare qualcosa dall’accaduto? Puoi provare a modificare il tuo punto di vista in merito?
    • Pensa per esempio all’inventore Myshkin Ingawale. In un programma televisivo scientifico del 2012, Ingawale narrò di avere inventato la tecnologia in grado di salvare le donne incinte dell’India rurale. Durante i primi 32 tentativi non ebbe alcun successo. Sconfitta dopo sconfitta, ebbe l’occasione di interpretare la situazione come un fallimento e di arrendersi. Scelse però di usare le esperienze fatte come occasioni per imparare e ora, nell’India rurale, il dispositivo che ha inventato ha contribuito a ridurre i casi di morte delle donne incinte del 50%
    • Un secondo esempio narra del Dr. Viktor Frankl, che venne imprigionato in un campo di concentramento nazista durante l’Olocausto. Nonostante si trovasse ad affrontare il peggio dell’umanità, il Dr. Frankl scelse di interpretare la sua situazione a suo modo e scrisse che “Tutto può essere tolto a un uomo ad eccezione di una cosa: l’ultima delle libertà umane, ossia poter scegliere il proprio atteggiamento in ogni determinata situazione, anche se solo per pochi secondi”.
    • Anziché reagire a ogni sfida o esperienza negativa con immediata negatività, fai un passo indietro ed esamina la situazione. Che cos’è andato storto nella realtà? Qual è il rischio reale? Che cosa puoi imparare da questa esperienza e cosa puoi fare di diverso alla prossima occasione? Ciò che è accaduto ti ha forse insegnato a essere più gentile, generoso, saggio o determinato? Prenderti un momento per riflettere sull’esperienza vissuta anziché limitarti a considerarla automaticamente come negativa ti aiuterà a reinterpretarla.
    Usa il tuo corpo. Il tuo corpo e la tua mente sono intimamente connessi. La causa delle tue difficoltà nel sentirti positivo potrebbero essere imputabili al fatto che il tuo corpo sta lavorando contro di te. La psicologa sociale Amy Cuddy ha dimostrato che la nostra postura può influenzare i livelli corporei di ormoni dello stress. Prova a tenere una posizione ben eretta, con le spalle indietro e il petto in fuori. Rivolgi lo sguardo di fronte a te e occupa lo spazio che ti circonda. Assumi in pratica quella che si definisce una “postura di alto potere”, ti aiuterà a sentirti realmente più fiducioso e ottimista.

    • Sorridi. La ricerca indica che quando sorridi, sia che tu ti “senta” o meno felice, il tuo cervello migliora il tuo umore. In particolare, ciò accade quando sorridi in modo genuino (sorriso di Duchenne), attivando i muscoli del contorno occhi oltre a quelli della bocca. Le persone che sorridono mentre si sottopongono a delle procedure mediche dolorose affermano di aver sofferto meno di coloro che non sorridevano.
    • Esprimi la tua personalità attraverso i tuoi abiti. Ciò che indossi influenza il modo in cui ti senti. Uno studio ha dimostrato che le persone che indossano un camice da laboratorio mentre eseguono dei semplici compiti scientifici portano a termine il proprio lavoro in modo notevolmente migliore rispetto agli altri, anche quando il camice è l’unica reale differenza! Scegli e indossa dunque dei vestiti che ti facciano sentire bene con te stesso, a dispetto di ciò che pensano gli altri e la società. E non dare importanza alle taglie scritte sui cartellini, si tratta di daticompletamente arbitrari e la taglia 40 di un negozio può corrispondere alla 46 di un altro. Ricorda che non sono certo dei numeri casuali a definire il tuo valore!
    Fai un po’ di esercizio fisico. Quando ti muovi il tuo corpo rilascia endorfine, le sostanze chimiche naturali che ti consentono di sentirti bene.L’esercizio fisico può aiutarti a combattere i sentimenti di ansia e depressione. Alcuni studi hanno inoltre dimostrato che fare movimento in modo moderato e regolare incrementa le sensazioni di calma e di benessere.

    • Impegnati a eseguire ogni giorno almeno 30 minuti di attività fisica moderata.
    • Per godere dei benefici dell’esercizio fisico non sarà necessario trasformarti in un bodybuilder. Anche un allenamento moderato composto da corsa, nuoto o giardinaggio può contribuire a farti sentire più positivo.
    • Anche le discipline che includono la meditazione, come lo yoga e il tai chi, possono aiutarti a sentirti più positivo e migliorare il tuo stato di salute generale.
    Crea positività dall’interno. Se vuoi avere più successo, concentrati sui modi che ti hanno permesso di sperimentarlo in precedenza. Se vuoi che nella tua vita ci sia più amore, focalizzati sulle persone che già ti hanno a cuore e sull’abbondanza di buoni sentimenti che sei in grado di donare agli altri. Se vuoi avere una salute migliore, concentrati sugli aspetti sani del tuo corpo e via dicendo.

Circondati di Influenze Positive

Usa la legge dell’attrazione. Azioni e pensieri positivi o negativi agiscono come magneti. Quando cerchiamo di evitare un problema, esso non fa che ripresentarsi o addirittura peggiorare. È la nostra stessa negatività ad assumere il controllo delle nostre giornate. Ma più ci sforziamo di pensare positivamente, più agiamo in modo intraprendente, raggiungendo i nostri obiettivi e trovando sia il modo di andare avanti, sia di individuare delle opzioni positive, venendo poi ricompensati. In pochi sanno infatti che i nostri pensieri positivi sono nientedimeno in grado di sostenere il nostro sistema immunitario!
Fai le cose che ami. Potrebbe suonare semplicistico, ma rispettare questa banale regola non sempre è facile. Potresti avere una vita molto frenetica, ma dovrai comunque imparare a ritagliarti degli spazi che ti rendano molto felice. Potresti per esempio:

    • Ascoltare della musica. Scegli il genere musicale che preferisci.
    • Leggere. La lettura è assai benefica e può aiutarti a diventare più empatico.[58]Dedicandoti alla lettura di alcuni saggi potrai acquisire nuove informazioni e punti di vista.
    • Esprimerti in modo creativo, provando per esempio a dipingere, a scrivere, acreare origami, eccetera.
    • Praticare uno sport o un hobby.
    • Provare a stupirti. Alcuni studi hanno dimostrato che provare stupore o meraviglia, per esempio quando si cammina nella natura, quando si ammira un quadro o quando si ascolta una sinfonia, apporta ottimi benefici alla salute, sia fisica che mentale. Trova dunque il modo di stupirti e meravigliarti con la maggior frequenza possibile.
    Circondati di amici. Apprezza la presenza di coloro che hanno saputo starti vicini nella buona e nella cattiva sorte. Ripensa al supporto che ti hanno dato per riuscire a sentirti più positivo e nota come, probabilmente, nel processo hai saputo aiutarli tu stesso. Gli amici si aiutano vicendevolmente sia nei momenti di gioia che in quelli di difficoltà.

    • Alcuni studi hanno dimostrato che le persone che sanno circondarsi di amici che hanno valori e punti di vista simili ai loro sono più inclini a essere felici e ad affrontare le loro vite con ottimismo.
    • L’interazione con le persone che ami fa sì che il tuo cervello rilasci dei neurotrasmettitori capaci di farti sentire felice (dopamina) e rilassato (serotonina). Trascorrere un po’ di tempo con amici e persone care ti farà quindi sentire più positivo anche a livello chimico![
    • Se lo desideri puoi esortare coloro che ami a diventare i tuoi partner della gratitudine. Nutrendo una rete di cose per cui sentirvi grati, vedrete crescere e svilupparsi una notevole e vicendevole positività!
    Dimostrati compassionevole. Essere compassionevole significa compiere un’azione gentile nei confronti di qualcuno, in special modo se si tratta di una persona meno privilegiata di noi. La conseguenza può essere un notevole incremento della nostra positività. Analizzando un esempio scopriamo che la ricerca ha dimostrato che quando le persone fanno beneficenza, si sentono felici quanto quando sono loro stesse a ricevere del denaro![63] Trova il modo di aiutare gli altri, a livello individuale o in collaborazione con altri e fai pratica nel dimostrarti compassionevole. Coloro che riceveranno il tuo aiuto non saranno gli unici a beneficiarne, anche la tua stessa salute migliorerà![64]

    • Il bene attira altro bene. Quando ci dimostriamo cortesi nei confronti di qualcuno, soprattutto se in modo inaspettato, con buona probabilità vedremo il nostro stesso favore ripagato, magari non direttamente a noi stessi, ma a qualcun altro. Alla fine, in modo diretto o indiretto, le nostre buone azioni ci verranno comunque “restituite”. Alcune persone definiscono questo ciclo come karma. Quale che sia la definizione più appropriata, alcuni studi scientifici hanno dimostrato che il principio del “pagare in anticipo” sia reale.[65]
    • Prova a offrirti come tutor, volontario o a chiedere alla tua parrocchia come puoi essere d’aiuto.
    • Fai un microprestito a qualcuno che ne ha la necessità. Un microprestito, anche di soli dieci euro, nei confronti di una persona che vive in un paese in via di sviluppo può aiutarla a sviluppare una sua propria attività o a diventare economicamente indipendente. La maggior parte dei microprestiti hanno un tasso di restituzione che supera il 95%.
    • Impegnati a donare dei piccoli regali alle persone che ti circondano, sconosciuti compresi. Offri un caffè alla persona che si trova accanto a te in coda. Invia a un amico qualcosa che hai fatto pensando a lui. Elargire doni stimola la produzione di dopamina nel cervello consentendoti di sentirti ancor più felice delle persone che li ricevono!
    Scegli un’affermazione o un detto ottimistico e conservalo nel portafoglio o in tasca. Quando ti senti insicuro o ritieni di aver bisogno di un po’ di incoraggiamento, rileggilo. Ecco alcuni validi suggerimenti:

    • “È meraviglioso che nessuno abbia bisogno di aspettare un solo istante prima di iniziare a migliorare il mondo” (Anne Frank).
    • “L’ottimista proclama che viviamo nel migliore dei mondi possibili e il pessimista teme che possa essere vero” (James Branch Cabell).
    • “La più grande scoperta di tutti i tempi è che una persona può cambiare il suo futuro semplicemente cambiando il proprio atteggiamento” (Oprah Winfrey).
    • “Se dentro di te senti una voce che ti dice che non sai dipingere, a costo di ogni cosa dipingi con ogni mezzo e quella voce tacerà” (Vincent Van Gogh).
    Consulta un terapista. In modo errato, molti sono convinti che per aver bisogno di un terapista, le persone debbano avere qualcosa che non va. Perché allora andiamo dal dentista per sottoporci a una pulizia dentale pur non avendo delle carie? Allo stesso modo eseguiamo degli esami di controllo ogni anno, pur non essendo malati. Anche rivolgerci a un terapista può essere una forma di “prevenzione” Se desideri imparare a pensare e ad agire in modo più positivo, un terapista può aiutarti a identificare eventuali schemi ricorrenti di pensieri inutili per aiutarti a svilupparne di nuovi e favorevoli.

    • Chiedi consiglio al tuo medico o esegui una ricerca online e cerca di individuare quale sia il terapista più adatto alle tue esigenze. Informati in merito ai costi e alle eventuali prestazioni coperte dal servizio sanitario nazionale.
    • Spesso potrai trovare anche delle opzioni a basso costo. Informati presso le cliniche di salute mentale, le organizzazioni locali e i centri diretti dalle università.
     Smetti di preoccuparti per le inezie. Tutti nella vita ci troviamo a confrontarci con delle cose che, al momento, ci sembrano importantissime, ma che una volta superate e analizzate con la giusta prospettiva si rivelano irrilevanti. La ricerca ha dimostrato che sono proprio queste cose a poterti impedire di essere felice. La realtà indica infatti che spesso tendiamo a concentrarci su queste piccole cose irrilevanti solo per compensare altri bisogni inappagati. Gli stessi studi affermano che per avere una vita felice abbiamo bisogno di cinque cose fondamentali:
  • Emozioni positive;
  • Coinvolgimento (sentirci realmente appassionati e travolti da qualcosa);
  • Rapporti con gli altri;
  • Uno scopo;
  • Conseguimenti.
  • Ricorda che sei tu a poter definire cosa significhino queste cose per te stesso! Non attenerti a ciò che gli altri definiscono come “scopo” o “conseguimenti”. Se personalmente non riesci a dare un senso ad alcune delle tue azioni, è impossibile che ti consentano di sentirti bene. Oggetti materiali, celebrità e denaro non ti renderanno felice.
  1. Evita le influenze negative. Gli esseri umani sono altamente suscettibili al “contagio emozionale”, il che significa che i sentimenti di coloro che ci circondano tendono a influenzare i nostri. Tieniti alla larga dai cattivi comportamenti e dalla negatività per evitare di assorbirli.

    • Scegli le tue amicizie in modo saggio. Gli amici di cui ci circondiamo possono influenzare notevolmente i nostri punti di vista, sia nel bene che nel male. Se i tuoi amici tendono a essere costantemente negativi, proponigli di condividere il tuo processo verso la positività. Incoraggiali ad apprendere anch’essi a essere più positivi, ma se anziché proseguire sul tuo stesso cammino continuano a rimanere negativi, impegnati a separartene per il tuo stesso bene.
    • Fai solo le cose che ti fanno sentire a tuo agio. Quando non ti senti tranquillo nel fare qualcosa, tendi a sperimentare dei sentimenti negativi, di colpevolezza o di preoccupazione. L’esperienza che ne deriverà non sarà certo positiva. Imparare a dire “no” davanti alle cose che non vuoi ti aiuterà a sentirti più forte e più in pace con te stesso.Questo comportamento salutare deve essere applicato sia alle situazioni di lavoro che a quelle che coinvolgono amici e persone care.
    Sfida i pensieri negativi. È facile lasciarsi trascinare in uno schema di pensieri “automatici” o consuetamente negativi, specialmente riguardo a noi stessi. Possiamo facilmente diventare i nostri peggiori critici. Ogni volta che senti affiorare un pensiero negativo, fermati e trova il tempo di sfidarlo.[75] Cerca di trasformarlo in un pensiero positivo o individua il flusso logico nel pensiero negativo. Se lo farai per un tempo sufficientemente lungo, il nuovo comportamento diverrà un’abitudine e migliorerà notevolmente la tua capacità di pensare in modo positivo. Impara a dire più spesso “Posso farcela!” che “Non posso farcela!”. Ricorda che ogni cosa può essere rielaborata positivamente, quindi dimostrati inflessibile nei tuoi tentativi.[76][77][78]

    • Per esempio, se dovessi arrabbiarti e aggredire verbalmente un amico, il tuo istinto potrebbe essere quello di pensare “Sono una persona orribile”. Si tratta di una distorsione cognitiva, ovvero di un’affermazione generica relativa a una situazione specifica. Come risultato crea solo senso di colpa, senza darti modo di agire in modo costruttivo.
    • Accetta invece le tue azioni in modo responsabile e valuta cosa puoi fare di conseguenza. Per esempio: “Sono stato sgarbato con un amico e probabilmente ho ferito i suoi sentimenti. Ho sbagliato. Porgerò le mie scuse e, alla prossima occasione in cui discuteremo di qualcosa di simile, chiederò di allontanarmi un attimo per riordinare le idee”. Questa forma di pensiero non ti definisce in modo generico come una persona “orribile”, ma come una persona che ha commesso uno sbaglio e che desidera imparare dalle proprie esperienze per migliorarsi.
    • Se ti accorgi di avere dei frequenti pensieri negativi relativi a te stesso (o agli altri), prendi l’abitudine di voler individuare ogni volta tre cose positive per ogni aspetto negativo. Per esempio, se il pensiero negativo ti definisce come “stupido”, sfidalo con tre pensieri positivi: “Ho pensato di essere stupido, ma proprio la settimana scorsa ho portato a termine un progetto di grande successo. Inoltre in passato ho risolto dei problemi difficili, sono una persona capace che sta semplicemente affrontando un momento complicato”.
    • Anche quando non otteniamo quello che vogliamo, beneficiamo di un’esperienza di valore. Spesso le esperienze hanno un valore maggiore delle cose materiali. Le cose materiali tendono a deperire lentamente, mentre le esperienze ci accompagnano e crescono con noi durante l’intero corso della vita.
    • In pressoché ogni situazione ci sono sia aspetti positivi che negativi. Siamo noi a scegliere su quale focalizzarci. Possiamo sforzarci di accorgerci di quando tendiamo a essere negativi e impegnarci a formulare dei pensieri opposti.
    • Non ha senso preoccuparti per quelle cose negative che non ti è possibile modificare. Alcuni aspetti della vita sono apparentemente “ingiusti”. Non c’è una spiegazione in merito, semplicemente la vita “è” così. Sprecare energie e gioie nel tentativo di cambiare ciò che è immutabile non fa che renderti ancora più frustrato.
    Affronta i tuoi traumi del passato. Se ti accorgi di essere costantemente infelice, turbato o negativo, comprendi che potresti non essere consapevole di qualche problema latente che sarà importante risolvere. Rivolgiti a un terapista capace di aiutarti ad affrontare eventuali traumi del passato, come per esempio un abuso, una situazione di stress elevato, l’aver vissuto una calamità naturale, un lutto o una separazione.

    • Cerca un professionista della salute mentale, assicurandoti che abbia le competenze per trattare il tuo trauma specifico. Rielaborare e superare un trauma, seppure con l’aiuto di un esperto, può non essere facile e rivelarsi doloroso, ma ti consentirà di diventare più forte e più positivo.
    Non temere il fallimento. Per parafrasare le parole di Franklin D. Roosevelt, la sola cosa di cui dobbiamo avere paura è la paura stessa. Cadremo e commetteremo degli errori, la cosa importante però sarà come sapremo risollevarci. Quando ci aspettiamo di avere successo, ma non siamo timorosi del fallimento, le probabilità di riuscire a vivere un’esperienza positiva sono al massimo.
     Consigli
  • Nutri i pensieri positivi per delle ragioni importanti: migliorare la qualità della tua vita e di quella degli altri.
  • Ricorda che sei tu a detenere il controllo dei tuoi pensieri. Puoi sempre decidere di modificare un pensieri negativo concentrandoti su qualcosa di positivo.
  • Crea una cartelletta della “felicità” in cui raccogliere lettere e biglietti ricevuti da amici e famigliari. Quando ti senti giù di morale, usala per ricordare a te stesso quante persone ti considerano importante. Ognuno di loro ti vuole bene e vuole che tu sia felice. Diventa difficile essere tristi quando ci si accorge di apportare gioia a così tante persone.
  • Fare dei progressi significa avere successo. Quando nella tua mente ti assumi un impegno e decidi di assumere una prospettiva positiva in merito, non ci sono ostacoli che tu non possa superare. La tua determinazione è uno strumento molto potente.
  • Incoraggia gli altri, ti accorgerai che provando a sollevare il morale a qualcuno farai realmente fatica a essere pessimista.
  • Quando non hai voglia di pensare a niente e senti solo il bisogno di trovare conforto dai sentimenti negativi, prova a cercare delle immagini positive e felici navigando nel web.
  • Quando senti che stai per scoppiare, fai un respiro profondo, conta fino a 10, bevi un bicchiere d’acqua e sorridi. Anche quando il sorriso è forzato ti aiuta a sentirti meglio. Concentra la tua attenzione sulle cose positive.
  • Ogni mattina guardati allo specchio ed evidenzia cinque delle tue migliori qualità.
  • Non arrenderti. Se saprai mostrarti perseverante, le buone abitudini riusciranno a sostituire quelle vecchie.
  • Essere gentile ti consentirà di sentirti e mantenerti più centrato e positivo.
  • Non essere troppo severo con te stesso e non rimproverarti per ogni cosa! Nota che cosa ha funzionato e che cosa no e impara la lezione per la prossima volta.
  • Pensa alle volte in cui hai aiutato o reso felice qualcuno. Richiama alla mente le volte in cui hai sostenuto qualcuno in una situazione difficile. Per sentirti una persona di valore, puoi compiere un gesto gentile verso qualcuno, oltre a fare felice una persona riuscirai a sentirti bene con te stesso.

 

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