Felsineo passa ai salumi vegani: il popolo vegan si divide

Sono personalmente contraria al boicottamento delle aziende che introducono produzioni cruelty free, mantenendo produzioni con materie prime di provenienza animale. Questo tipo di ostruzionismo danneggia la causa animalista, l’imprenditore è improntato sul business e solo se il mercato risponderà positivamente all’offerta veg, questo continuerà a fare ricerca ed a produrre veg. Gli imprenditori offrono al mercato ciò che il mercato chiede. Quindi il fine giustifica i mezzi, compriamo senza sofferenza e di sofferenza ne verrà prodotta meno.

Patrizia Vaier

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Felsineo, nota azienda produttrice di salumi, passa al mercato “veg”: i consumatori vegani si spaccano tra chi è pro e chi contro

Salumi vegan

Felsineo, leader in Italia per la produzione di mortadella, segue la rotta delle già numerose aziende che hanno “ceduto” al veg: grazie alla partnership con Mopur Vegetalfood – che dal 2006 produce alimenti vegetali biologici e vegan – è nata infatti FelsineoVeg, azienda specializzata nella produzione di affettati vegani. La linea di prodotti, commercializzata con il marchio “Veghiamo”, comprende attualmente 6 varietà di affettati 100% vegetali a base di mopur, biologici e ogm-free, già acquistabili nei supermercati della catena Pam ma, a quanto pare, presto disponibili in tutta la grande distribuzione.

Si tratta di alimenti che vengono alla luce a Zola Predosa (BO) in uno stabilimento ad alta tecnologia inaugurato lo scorso 22 novembre, a pochi metri da quello storico in cui Felsineo produce ed esporta i propri salumi dal 1963. Niente coloranti e conservanti, garantisce l’azienda, per dei prodotti che hanno ottenuto la certificazione Bio e Vegan del consorzio Icea e che sono pensati non solo per vegetariani e vegani, ma per tutti coloro che cercano alternative alla carne: “Il nostro target di consumatori sono i flexitariani (vegetariani che talvolta si concedono carne e pesce, ndr) ed è il motivo per cui non ci siamo nascosti dietro a un nuovo nome ma abbiamo usato il nostro marchio, sinonimo da 50 anni di alimenti di grande qualità”, ha affermato Andrea Raimondi, presidente Felsineo e FMV, nata dalla joint venture con Mopur Vegetalfood.

Al momento la nuova fabbrica conta solo dieci operai, ma vista l’entità degli investimenti messi in tavola dalle aziende (oltre 5 milioni di euro) e la prospettiva di una produzione di oltre un milione di kg di affettati all’anno, c’è da pensare che le nuove assunzioni non si faranno attendere. “È un dato di fatto indiscutibile che stia crescendo il numero di consumatori che scelgono il vegetariano e il vegano. Non sono mode effimere, ma nuove abitudini alimentari che ben si posizionano sotto l’ombrello della salute e del benessere alimentare” continua Raimondi.

Ma cosa ne pensano i vegani?

Insomma, mentre sempre più aziende strizzano l’occhio a una fetta di mercato in continua espansione, viene da chiedersi quale sia la reazione dei consumatori vegani a questo tipo di cambiamento. Al netto delle singole considerazioni personali, facendo un rapido giro sui social paiono emergere due scuole di pensiero differenti: da un lato c’è chi vede di buon grado la decisione di Felsineo, convinto che si tratti di un esempio positivo per altre aziende produttrici di alimenti di origine animale, che potrebbero presto seguirne le orme e orientarsi verso il “veg”. D’altra parte c’è anche chi, però, rifiuta di acquistare prodotti realizzati da un’azienda specializzata nella lavorazione della carne, vedendo in questo tipo di iniziative solo un modo per penalizzare le piccole aziende che producono solo alimenti 100% vegetali, creando anche un problema serio di coerenza: in che modo un’azienda che produce mortadella può creare, eticamente, una vera alternativa?

WWW.VEGOLOSI.IT

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Blu Room

Un occasionale speciale a Lugano, una stanza Blu che eleva le frequenze.

Già sperimentata con successo negli Stati Uniti e in Europa, la tecnologia della BLU ROOM™ utilizza la sinergia tra la geometria sacra, una specifica banda della luce blu ultravioletta ed alcuni principi di Tesla.

La BLU ROOM è una stanza ottagonale che isola dal mondo esterno. Avvolge in una piacevole atmosfera di dolce luce blu e induce un profondo stato di rilassamento. Questo facilita la concentrazione, permette l’accesso a nuovi livelli di coscienza corpo/mente/spirito, aumenta il focus creativo e produce notevoli effetti di benessere. Inoltre migliora l’umore e accelera i processi di guarigione.

Un profondo rilassamento promuove la vasodilatazione e facilita la circolazione sanguigna in tutto il corpo, specialmente nel cervello.

E’ altresì indicata a chiunque desideri prendere una pausa dalla routine quotidiana e dai ritmi imposti dalla vita.

Dosi di luce UVB hanno effetti bio-positivi che possono essere usati nella prevenzione, nella fisioterapia sportiva e nella riabilitazione. Durante i mesi più scuri la radiazione a piccole dosi compensa la carenza di luce.

La luce ultravioletta stimola il processo di produzione di Vitamina D3, un ormone steroide che favorisce diverse funzioni dell’organismo: cardiache, cerebrali, del sistema locomotorio, del metabolismo e soprattutto del sistema immunitario.

Le ricerche rivelano che la Vitamina D3 prodotta dal corpo a seguito dell’esposizione ai raggi UV è esponenzialmente più efficace dell’assunzione di integratori. Ad esempio un’esposizione di 3 minuti procura l’equivalente di 10’000 IU di Vitamina D3 assunta per via orale.

Attualmente vi sono 14 BLU ROOM attive nel mondo e sono già state fatte più di 25’000 sessioni che ne stanno confermando sempre più gli effetti benefici.

Pur non essendo un apparecchio medicale, già dalla prima sessione diversi pazienti ne hanno sperimentato effetti quali:

Sfera fisica: sollievo da dolori, processi di guarigione accelerati, netto miglioramento della mobilità, aumento significativo della Vitamina D3, prevenzione da malattie stagionali, miglioramenti da disturbi cronici. Sotto supervisione medica, alcuni pazienti hanno tratto benefici significativi nel trattamento complementare di patologie importanti quali ad esempio Parkinson, Epatite C, sclerosi multipla, infezioni post-operatorie, allergie, artrosi e artrite, osteoporosi, tendinite, tachicardia, ecc. Molti hanno riportato una normalizzazione della pressione sanguigna e nei livelli di colesterolo e insulina.

Sfera emotiva: un profondo stato di rilassamento, miglioramento dell’umore e del benessere generale, una sensazione di leggerezza, pace e tranquillità, maggiore creatività e felicità, una più forte percezione del sé, sollievo da stati depressivi, paure e stress, miglioramento delle relazioni sociali.

Sfera spirituale: cambiamenti di prospettiva, conoscenza spirituale amplificata, profonde guarigioni personali, maggiore consapevolezza, sogni lucidi, inusuali esperienze soggettive, grande potenziamento del focus e della presenza.

Stella del Nord Sagl

Via Sole 7, 6942 Savosa – Svizzera

(uscita autostrada Lugano Nord)

Tel +41 77 424 03 11

Email: [email protected]

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La mente ci guarisce più dei farmaci

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Lo scienziato Bruce Lipton milita in ambito medico dagli anni “60 e ha impiegato gran parte delle sue energie per rispondere a una semplice domanda: “Chi controlla il destino delle cellule?”. Tutte le cellule sono identiche, come spiega Bruce Lipton “Se si prendono cellule sane e si collocano in un ambiente sfavorevole, le cellule si ammalano e muoiono”. Quando una cellula è malata i medici iniziano la loro opera di prescrizione.

Quando ingeriamo un farmaco questo scatena una serie di reazioni biochimiche che coinvolgono tutto il corpo e non solo la sezione anatomica da guarire. Quelli che noi chiamiamo “effetti collaterali” sono degli effetti diretti del farmaco, in farmacologia non esistono “effetti collaterali”, ma solo effetti diretti. Quando prendiamo un farmaco diamo per scontato che la sua efficacia circa il nostro scompenso possa creare più benefici rispetto ai danni che quel farmaco sta causando con gli altri effetti diretti.

Secondo le statistiche, negli USA, i farmaci uccidono oltre 300.000 persone all”anno! La conclusione sorge spontanea: c”è qualcosa di sbagliato nella farmacologia moderna. Se a far ammalare le cellule è l”ambiente, eliminando un ambiente nocivo e spostando le nostre cellule in un ambiente sano e salutare, si arriverebbe a una guarigione spontanea.

Gli esseri umani sono composti da circa 50 trilioni di cellule, per spiegare meglio il concetto, lo scienziato Lipton paragona il corpo umano a una comunità dove ogni cellula rappresenta un individuo e ogni organo una collettività. Da qui ritorniamo alla domanda iniziale: da cosa dipende il destino delle nostre cellule?

A cambiare il destino delle cellule è il nostro flusso sanguigno. Il sangue dipende dal sistema nervoso e il suo modo di interagire con l”ambiente esterno. Come spiega Bruce:

“La medicina cerca di guarire le cellule dalla malattia andando a intaccare i meccanismi biochimici innescati dall’ambiente esterno. La medicina agisce sull’uomo quando il problema è l’ambiente.”

Al ricercatore Bruce Lipton è stata posta questa domanda: Allora in un ambiente sano possiamo guarire spontaneamente? Ecco la risposta:

“In teoria sì ma in termini pratici è tutto più complesso perché la nostra mente interpreta l’ambienteesterno a suo modo. Magari noi siamo posti in un ambiente sano ma la nostra mente inizia a leggerlo come un ambiente negativo e dannoso, il nostro sistema nervoso genera così una sostanza chimica che ci renderà ugualmente malati.”

Bruce Lipton, durante le sue ricerche, ha analizzato una grande quantità di dati relativi all’effetto placebo: molti farmaci che assumiamo, con la sperimentazione, si sono dimostrati addirittura meno efficaci del placebo. Gli esperimenti classici consistono nell’individuare un grosso campione di ricerca che lamenta una certa patologia, questo campione viene diviso in due gruppi. Al primo gruppo si somministra un medicinale vero, al secondo gruppo viene dato un placebo, ovvero una “falsa pillola” che non ha più potere di una mentina. Quando l’individuo era predisposto alla guarigione, si sentiva meglio e il corpo reagiva bene anche dopo aver assunto un inerte placebo.

Con questa premessa si arriva a parlare dei principi di guarigione spontanea legati al controllo mentale. Anche in questo caso, per spiegare una marea di saggi complicati, ci rifaremo a un esempio pratico:

Se chiudete gli occhi e pensate a una persona amata, il vostro sistema nervoso inizierà a produrre dopamina, serotonina, ossitocina… Questa miscela biochimica coinvolgerà l’intero organismo e voi potrete sentirne i benefici nel vostro corpo, la biochimica porterà un grosso bagaglio di benessere alle vostre cellule. Ecco perché se ci innamoriamo stiamo così bene in compagnia del nostro amato. Al contrario, se pensiamo a qualcosa che ci turba o ci spaventa o affrontiamo la vita frenetica con una continua ansia di sottofondo, questo ci fa ammalare, il nostro sistema nervoso secerne gli ormoni dello stress e alle nostre cellule non arriverà di certo una miscela chimica benigna!

Le persone non sanno che ogni giorno cresciamo. Sì, ogni giorno centinaia e centinaia di cellule muoiono e sono soppiantate da cellule nuove. Il nostro apparato gastrointestinale effettua un turnover di cellule ogni tre giorni. Se il nostro organismo viene “distratto” da farmaci, da “stress” da “pensieri negativi” o da centinaia di altre cose superflue, nel turnover potrebbe andare storto qualcosa e così potremmo ammalarci. I virus dannosi potrebbero subito attecchire.

A chi è capitato di ammalarsi senza aver preso freddo?

Se vi è successo, probabilmente perché il vostro organismo era distratto da altro e ha concesso l”ingresso di un virus. Discorso analogo anche per il cancro, così come spiega il ricercatore:

“Effettuando delle analisi a campione si è scoperto che le cellule tumorali albergano in tutti noi. Queste cellule ci sono sempre, in tutti, solo che il sistema immunitario è funzionante quindi ne impedisce la crescita.”

La scienza ci dice che il corpo risponde alla fisica quantistica mentre la medicina odierna è basata sulla fisica di Newton. La farmacologia vuole stravolgere la biochimica dell’organismo aggiungendo altra chimica. Secondo la logica dettata dalla fisica dei quanti, più che somministrare altra chimica bisognerebbe innescare un cambiamento dell’energia. Secondo la fisica quantistica è tutto energia, quindi anche i nostri pensieri lo sono.

La mente è energia. Quando si pensa s’innesca un potenza di trasmissione che si traduce in segnali biochimici che si propagano in armonia con il nostro corpo.

Poiché le aziende farmaceutiche non potrebbero vendere i pensieri, non investono neanche un centesimo per dimostrare la stretta correlazione tra “mente-corpo” in termini di “segnale-risposta”. Il segnale dettato dalla mente potrebbe costantemente essere di benessere così come la risposta.

I pensieri generano un campo di energia che viene convertito in un segnale biochimico capace di curarci in modo del tutto naturale.

Bruce Lipton, ex professore universitario -ha abbandonato la cattedra perché sapeva che ciò che insegnava non corrispondeva a realtà-, ha deciso di concentrare tutte le sue energie nella medicina quantistica.

Purtroppo non è così facile riuscire a gestire il flusso dei pensieri. Questo perché gran parte del potere risiede nel subconscio. Noi umani usiamo il subconscio per il 95% dei nostri processi mentali, solo il 5% dei nostri processi mentali è dettato dalla mente cosciente.

La trama del subconscio è stata costruita nei primi 6 anni di vita. Cosa è stato appreso in questi primi delicatissimi anni, diventa il punto cardine della nostra vita da adulti fino a condizionare il nostro comportamento e la nostra salute. Purtroppo non possiamo controllare il subconscio ma possiamo “riprogrammarlo”. Come spiega l”ex docente:

“Molti studi mostrano che le malattie degli adulti che hanno, come il cancro, hanno a che fare con la programmazione e l”ambiente in cui viviamo nei primi sei anni di vita.”

In altre parole, da bambini “assorbiamo” gli atteggiamenti negativi che abbiamo intorno e così programmiamo il subconscio predisponendolo a fattori come preoccupazioni, sensi di colpa, ansie…

“E” dimostrato che se un bambino adottato è cresciuto da una famiglia dove uno dei genitori ha un tumore, nella vita adulta il soggetto adottato ha più probabilità di sviluppare un cancro”.

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PELLEMELA: LA PELLE ECOLOGICA CREATA CON GLI SCARTI DELLE MELE

Pellemela

 

http://www.ilvegano.it –  di Antonella Tomassini – Diritti Riservati

 

Nasce in un laboratorio di Bolzano, Pellemela, la pelle ecologica creata con gli scarti delle mele, dall’idea di Alberto Volcan, un brillante ingegnere altotesino, che ha dedicato tutta la vita nella ricerca e nella sperimentazione, mostrando particolare attenzione alle tematiche ambientali.

Infatti, il Trentino Alto Adige è la regione dove si sviluppa oltre la metà della produzione di mele del territorio nazionale, e dove gli scarti di bucce e torsoli di mele sono ogni anno circa 500.000 tonnellate, i quali per lo più alimentano impianti di biogas .

ALBERTO VOLCAN, CHE HA ALL’ ATTIVO BEN SETTE INVENZIONI BREVETTATE RICONOSCIUTE IN TUTTO IL MONDO, SCOPRÌ NEGLI ANNI PASSATI CHE CON GLI SCARTI DI MELA ESSICCATI E RIDOTTI IN POLVERE, INSERITI NELLE BARRIERE DI CONTENIMENTO POSATE IN MARE PER GLI SVERSAMENTI ACCIDENTALI DI PETROLIO, SI POSSONO DEPURARE LE ACQUE, POICHÉ SONO IN GRADO DI ASSORBIRE AL 100 PER CENTO GLI IDROCARBURI.

Successivamente, nel 2004 l’ingegnere impiegò gli scarti delle mele per realizzare fazzolettini, rotoli di carta igienica e carta da imballaggio, realizzando la cartamela, per poi creare la pellemela, un materiale ecosostenibile e biodegradabile che sostituisce pelle e cuoio.

Ideale per i vegani e tanto amata dagli animalisti, utilizzata sia nella la moda che nell’ arredamento, la pellemela si ottiene con il 76 % di farina di mele, dopo aver fatto essiccare bucce e torsoli, miscelata con acqua e collante naturale e compattata all’interno di un macchinario che stende la pasta, ideato da Anzio Storci, il primo costruttore al mondo di macchine per la pasta.

Con la pellemela, nel 2015 Volcan ha creato Pellemela Shopper, la prima borsa naturale, disegnata dall’artista Carlo Busetti, dello studio tecnico associato trentino Dilegno, e realizzata dall’azienda March di Bolzano.

Proprio come il pinatexche usa le foglie di ananas, la pellemela è una vera e propria risorsa, che ha dato nuova vita alle mele oltre ad essere una valida soluzione per ridurre le emissioni di gas prodotte dagli inceneritori durante lo smaltimento dei rifiuti.

LASCIAMOCI CONTAGIARE ALLORA DALLE INVENZIONI DI ALBERTO VOLCAN, UN VERO VULCANO DI IDEE.

 

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Ecco il racconto zen che ci fa mettere in discussione il nostro modo di affrontare la vita

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Due monaci Zen, Ekido e Tanzan, erano sulla strada per il monastero. Il giorno prima aveva piovuto e le piste erano fangose. Quando passarono nei pressi di un piccolo villaggio, incontrarono una giovane donna che indossava uno splendido kimono dorato.

 

Monaci zen

La giovane cercava di attraversare una pozzanghera d’acqua, ma rimase paralizzata al pensiero che bagnando il suo kimono poteva rovinarlo, e la madre l’avrebbe rimproverata duramente.

Senza esitare, il giovane Tanzan si avvicinò per aiutarla. La caricò sulla schiena e la portò dall’altra parte della pozzanghera. In seguito i due monaci continuarono sulla loro strada.

Quando raggiunsero il monastero, Ekido, che si era mostrato ansioso per tutta la durata del viaggio, criticò duramente il suo compagno:

– Perché hai caricato quella ragazza? Lo sai bene che i nostri voti ci vietano di fare queste cose!

Tanzan non si mostrò turbato, guardò il suo compagno di viaggio e rispose con un sorriso:

– Io ho portato quella ragazza sulla schiena solo per pochi minuti alcune ore fa, mentre tu, al contrario, la porti ancora sulla tua.

Questa parabola Zen ci invita a riflettere sui vincoli e le limitazioni che noi stessi costruiamo con le nostre credenze e stereotipi e su come le usiamo per criticare gli altri.

Ci porta anche a chiederci quante volte reagiamo in base alla storia che abbiamo costruito nella nostra mente, e non solo analizzando oggettivamente i fatti. È un comportamento particolarmente pericoloso che può farci annegare nella tempesta che abbiamo creato in un bicchier d’acqua.

3 lezioni di vita che possono cambiare il tuo modo di affrontare la vita

1. I problemi si affrontano quando appaiono e poi si lasciano andare

Si dice che un discepolo chiese ad un grande maestro Zen quale fosse il segreto per raggiungere la pace interiore. Il maestro Zen rispose semplicemente: “quando mangio, mangio; quando dormo, dormo”.

Il nostro problema è che evitiamo le difficoltà quando appaiono, di solito perché ci spaventano troppo, e quando finalmente scompaiono, continuiamo a pensarci. Così un piccolo problema assume proporzioni catastrofiche e noi teniamo la nostra mente continuamente occupata con pensieri negativi che ci fanno solo male.

Imparare ad essere pienamente presenti e adottare un atteggiamento più pragmatico ci eviterà grandi sofferenze, frustrazione e disagio. Ciò significa che dovremmo cercare di risolvere i problemi quando si presentano e relegarli al passato quando finalmente non fanno più parte della nostra vita. Dobbiamo ricordare che tutto ciò che alimentiamo nella nostra mente per noi è reale. Ma le preoccupazioni non eliminano il dolore di domani, ci tolgono solo la forza oggi.


2. Ognuno dà quello che ha dentro di sé

La maggior parte delle persone con cui interagiamo, compresi noi stessi, non reagiscono ai fatti, ma alle proprie aspettative e stereotipi. Come il monaco Ekido, queste persone traggono conclusioni sulla base di una prospettiva di parte e poi si affidano ad essa per criticare gli altri.

Quando una persona prende dati isolati dalla realtà e li inserisce nella storia che sta costruendo nella sua mente, corre il rischio di agire in modo irrazionale. In questi casi ci può accusare di cose che non abbiamo fatto, perché suppone che le nostre intenzioni siano le sue.

Se quella persona tende ad agire malvagiamente, assumerà che anche noi agiamo malvagiamente perché attiva un meccanismo di difesa chiamato “proiezione” attraverso il quale proietta sugli altri le proprie caratteristiche che rifiuta di riconoscere. Perciò si dice che ognuno dà quello che ha dentro di sé.

Il dialogo con queste persone è molto difficile dato che praticamente tutto ciò che diciamo sarà usato contro di noi. È meglio fare come il monaco Tanzan e, senza aggredirle, fargli vedere che le loro opinioni sono una proiezione del loro modo di vedere il mondo, che non corrisponde alla realtà. Quel piccolo cambiamento di atteggiamento ci farà risparmiare molti mal di testa nelle relazioni interpersonali.

3. Le tue convinzioni non ti rendono una persona migliore, le tue azioni sì

Il monaco Tanzan ci offre un sublime insegnamento che il mondo trascura: le nostre convinzioni non sono ciò che ci rende persone buone o cattive, ma le nostre azioni sì. Questo significa che non siamo migliori per il semplice fatto di essere cattolici, buddisti, avventisti, taoisti o atei razionalisti, sono le nostre azioni che contano e lasciano un segno nel mondo.

La superiorità intellettuale e morale non cambia il mondo, al contrario, crea un mondo peggiore in cui alcuni si sentono in diritto di giudicare e criticare tutto ciò che non soddisfa i loro parametri. Ciò che cambia il mondo sono la gratitudine, l’empatia e l’aiuto disinteressato.

Questa idea ci trasmette anche un altro potente messaggio estremamente liberatorio: non lasciate che nessuna convinzione limiti il vostro “io”, il vostro desiderio di scoprire, di interagire con gli altri o fare le cose che vi fanno sentire vivi.

Un sistema di credenze rigido che mette alla sua mercé le persone, qualunque esso sia, non è mai positivo. Le credenze devono esistere per riempirci la vita e trasformarci in persone migliori, non per limitare la nostra libertà e creare barriere agli altri.

via Angolo della Psicologia

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Come assorbire l’energia eterica del cibo – Omraam Mikhaël Aïvanhov

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Il maestro Omraam Mikhaël Aïvanhov, esoterista bulgaro ed esperto di conoscenze iniziatiche spiega l’importanza della masticazione, della respirazione e del nostro intento mentre mangiamo.

omraam

Il mondo intero pone il problema del cibo al primo posto; tutti cercano come prima cosa di regolare tale questione, lavorano e addirittura si battono per questo. Tuttavia, l’atteggiamento nei confronti del cibo ancora non è che un impulso, una tendenza istintiva che non è entrata nel campo della coscienza illuminata. Solo la Scienza iniziatica ci insegna che il cibo, il quale viene preparato nei laboratori divini con una saggezza inesprimibile, contiene elementi magici capaci di conservare o ristabilire la salute, non solo fisica ma anche psichica. Per questo è necessario sapere in quali condizioni e con quali mezzi tali elementi possano essere captati, e sapere inoltre che il mezzo più efficace per farlo è il pensiero. Sì, perché il pensiero dell’uomo è in grado di estrarre dal cibo particelle sottili, luminose, che entrano nella costruzione del suo intero essere, ed è così che a poco a poco l’uomo si trasforma.

Quando la comprenderete, la nutrizione diverrà per voi fonte di benefìci e di prodigi, perché al di là del semplice fatto di alimentarsi per mantenersi in vita, ad essa si aggiungeranno altri significati, altre conoscenze, altri lavori da eseguire, altri scopi da raggiungere. In apparenza mangerete come tutti e tutti mangeranno come voi, ma in realtà ci sarà un’enorme differenza, enorme quanto quella esistente fra la terra e il Cielo.

Il cibo deve essere masticato il più a lungo possibile, fino a che sparisce dalla bocca senza bisogno di ingoiarlo. È nella bocca che avvengono i processi più sottili, poiché essa assorbe gli elementi eterici, mentre gli elementi più grossolani scendono nello stomaco, (…) ciò dimostra che la bocca ha assorbito gli elementi eterici, i quali nutrono il sistema nervoso. La masticazione però riguarda il corpo fisico.

Per il corpo eterico, bisogna aggiungere la respirazione. Mentre si mangia, ci si deve interrompere ogni tanto e respirare profondamente, per permettere al corpo eterico di ricavare dal cibo le particelle più sottili.

Ma se si sta parlando o discutendo, mentre si ingoia il cibo rapidamente e meccanicamente, il ritmo del respiro è disturbato e le reazioni fisico-chimiche non avvengono normalmente. Per nutrire il corpo eterico, si deve quindi mangiare in silenzio.

(…) Il corpo astrale si nutre di sentimenti ed emozioni, che sono costituiti da una materia ancor più sottile e più elevata delle particelle eteriche. Esso può essere nutrito con sentimenti d’amore verso il cibo, pensando che questo è una ricchezza, una benedizione e che è stato preparato nei laboratori del Signore. Quando il corpo astrale non è stato nutrito, poiché si è mangiato brontolando, criticando gli altri ed arrabbiandosi, ci si comporterà in seguito con durezza, nervosismo e parzialità e, se si hanno dei problemi difficili da risolvere, la bilancia penderà sempre verso il lato negativo ed ingiusto.

Il modo in cui si mangia è il miglior mezzo per ottenere la più perfetta trasformazione di se stessi.

Per nutrire il corpo mentale ci si concentra su quegli esseri che si occupano di ogni vegetale, di ogni pianta, di ogni frutto e sul fatto che, se questi crescono e maturano ad un dato momento, ciò corrisponde a determinate influenze planetarie. In questo modo anche il corpo mentale si nutre ed estrae dal cibo elementi superiori a quelli del piano astrale. Tutto questo procura contentezza, chiarezza ed una penetrazione profonda della vita e del mondo.

Ma l’uomo possiede altri corpi ancora più sottili: il corpo causale, il corpo buddhico, il corpo atmico. Questi corpi vengono nutriti se ci si lascia invadere da un sentimento di riconoscenza verso il Creatore.

Riassumendo ecco le fasi di questa nutrizione:

– respirare (per il corpo eterico)

– mangiare il cibo con amore (per il corpo astrale)

– meditare su di esso (per il corpo mentale)

– ringraziare, per gli altri corpi ancora più sottili

Inoltre… mai mangiare a sazietà. Non vi è nulla di peggio che alzarsi da tavola completamente sazi, perché questo ci appesantisce e ci materializza. Quello che certamente non sapete è che la fame prolunga la vita, la rinforza, la migliora.
Se vi alzate da tavola con un leggero appetito, date un impulso al corpo eterico, il quale, non avendo trovato nel cibo abbastanza elementi eterici, cerca di attirare e di assorbire dall’atmosfera questi elementi che gli mancano. Se volete potete chiamare questi elementi vitamine eteriche, ormoni eterici… Il corpo eterico trova tali elementi e li assorbe, tanto che, qualche minuto dopo, non solo non avete più fame, ma vi sentite più leggeri, più vitali, più disposti a lavorare.

Se il cibo dà vita all’uomo, è perché possiede già in sé una vita che gli è stata infusa dal Creatore, ma occorre esaltarla, svegliarla, riscaldarla con le nostre benedizioni e la nostra riconoscenza.
Si mangia per ricevere la vita che Dio, o se preferite la Natura, ha posto nel nutrimento.

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